Parole incomprese: il vero muro della nostra società

Immaginate di essere sordi in un mondo di parole e immaginate di essere muti in una società in cui il dialogo è la moneta corrente. Immaginate la solitudine di chi si ritrova intrappolato dietro ad un muro di parole mentre il mondo fuori continua a scorrere.

Spesso si è spinti fuori dalla porta di una discussione e l’unica cosa che rimane da fare è guardare dalla finestra, sperando di coglierne almeno i colori più vivi.

Spesso l’unica cosa che davvero si desidera è poter camminare insieme a qualcuno chiacchierando, anche di cose futili, solo per il gusto di esprimersi.

Questo è ciò che provano tutti gli “stranieri di lingua” che girano per la nostra città. Magari proprio quel ragazzo che hai deriso poco fa, perché così lontano dalla tua mentalità o quel tuo compagno di scuola straniero che non riesce a stare al passo con le materie.

Tutti loro sono i sordi e i muti che possono sentire e parlare.

Ben presto la loro vita diventa un continuo ricercare parole a te conosciute e vivere situazioni da te già sperimentate. Una continua folle ricerca della normalità tra le normalità degli altri.

Ma è facile perdersi nella nebbia di sussurri, di parole o di frasi di odio vero o immaginato, perché l’ignoranza delle parole esaspera, genera diffidenze e incomprensioni, porta paura e solitudine, erge muri talora spesso molto difficili da abbattere. E proprio per capire meglio tutto ciò, abbiamo incontrato una studentessa delle scuole medie che ha condiviso con noi la sua esperienza.

È arrivata a Sanremo dal Marocco da poco meno di un anno. Quando siamo arrivati a casa sua , era seduta davanti ad un foglio protocollo ancora bianco intenta, come lei stessa ci ha detto, a scrivere una lettera ad una sua amica italiana. Ma non riusciva però a scrivere, non aveva parole e, con le lacrime agli occhi, ci ha guardati agitata e delusa: “Non so parlare”

Ci ha così raccontato delle guerre quotidiane che il suo cuore e la sua mente combattono per dare voce a emozioni e sentimenti ed anche del suo semplicissimo desiderio: poter passeggiare con i suoi amici parlando di tutte quelle cose che ormai da tempo si teneva dentro. Un sogno semplice da realizzare, ma così lontano dalla sua attuale situazione.

La verità è che il mondo, nella sua varietà infinita, sa essere un meraviglioso mare di possibilità se solo si impara ad usare le esche giuste e, grazie alle parole, si trovano le soluzioni corrette per superare le difficoltà.

Serve quindi saper osservare e non solo vedere, perché dietro ad un volto diverso dal nostro può nascondersi quel qualcuno di cui abbiamo parlato e solo la volontà saprà rompere il terribile muro che separa gli esseri umani e, magari, “imparare insieme a nuotare”.

 

Anna Mastrantuono – Ani Mema

Ufficio Stampa Liceo G.D. Cassini Sanremo

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