La piazza come luogo di crescita e incontro

La piazza è da sempre luogo d’incontro per tutte le generazioni. Tra gli scalpitanti cuori dei più giovani e le voci tremolanti dei più anziani, essa è la protagonista indiscussa di eventi che, addirittura hanno segnato la storia. Basti fare un passo indietro di un bel po’ di anni e ritrovarsi nelle agorà greche oppure nei fori romani. Strateghi, generali e sovrani riunirono il popolo in piazza per comunicazioni che spesso sconvolsero le sorti di una nazione. È il “canale di comunicazione tra il basso e l’alto” dice Beatrice Collina, il punto di contatto tra popolo e autorità.

Ma ritornando agli ultimi secoli, la piazza ha assistito inerme anche molti altri eventi. I sanpietrini roventi per il sole d’agosto, hanno fatto spesso da suolo ai piedi di quei ragazzi che, ansiosi, aspettavano di incontrare la loro Beatrice, anche solo per un semplice saluto. Saluto che non solo sarebbe diventato argomento di battute degli amici presenti al clamoroso fatto, ma anche un dolce ricordo adolescenziale, custodito segretamente nelle sottopieghe del cuore e della mente. È accaduto spesso, come accade tutt’ora, che in piazza abbiano preso vita conversazioni dal carattere quasi magico, nelle quali alcuni abbiano trovato la risposta ad una domanda che si ponevano da tempo. I signorotti mollemente adagiati sulle panchine con la Gazzetta in mano, non possono fare a meno d’imbattersi in qualche discorso filosofico, per attestare la loro saggezza e dimostrare che nella vita il “tutto passa” di Eraclito, è vero.

Ma negli ultimi anni è nata una nuova tipologia di piazza, più fredda e apatica: la piazza virtuale. “Luogo d’incontro e scambio a disposizione degli utenti e della rete telematica.” è definita da Rosanna Santonocito. Senza dubbio meno pragmatica ed emotiva, nasce muovendo le mani freneticamente sul piccoli e gelidi tasti della tastiera. E allora, accompagnati dal ticchettio ben scandito e ritmato, dal susseguirsi di rumori secchi e decisi prendono vita le conversazioni tra utenti. Non traspare imbarazzo, ne’ vigono momenti di silenzio mentre le domande si susseguono freneticamente senza alcuna pausa. Forse “piazza” è un appellativo fin troppo importante, trasudante fin troppa storia. Sulla piattaforma digitale non potranno mai incrociarsi sguardi mendicanti d’amore, tanto meno non sarà possibile lasciarsi toccare teneramente le membra, che sia da un caro amico, o dal proprio pretendente. Se per strada il cuore acquisisce elasticità, per l’astratto modo digitale acquisisce meccanicità. Viviamo in una “Piazza” in cui i battiti cardiaci ormai seguono i tocchi ritmati della tastiera.

 

Giorgia Franco – Ufficio stampa Liceo G.D. Cassini

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