Apologia del simposio contro le delazioni filocartaginesi

“Drinking will shorten your life, according to a study that suggests every glass of wine or pint of beer over the daily recommended limit will cut half an hour from the expected lifespan of a 40-year-old”.

Così recita un articolo apparso venerdì 13 (coincidenze?) sul noto quotidiano inglese The Guardian. Alla lettura del pezzo, coloro che stanno scrivendo non potevano che sobbalzare sulle sedie, rendendosi conto del fatto che gli idolatrati simposi, i festeggiamenti e le ebbrezze elleniche sono vituperate scientificamente (e non solo!) nel nome di un mos maiorum, di priscae virtutes un po’ troppo venerate dal buon Catone. I nostri scribi, il cui spirito patriottico è paragonabile solo a quello del buon Jacopo Ortis, non potevano altresì non notare che tale affermazione, proferita certamente da qualche catoniano o barbaro, potrebbe ledere notevolmente al nostro Bel Paese, la cui passione per tale bevanda, per tale nettare degli dèi è ben nota. Ma i nostri affatto distratti ed affezionati lettori ben sanno che da parte nostra vi è una certa attenzione alle fasce più deboli della società, a coloro i quali iniziano ormai a essere considerati sapienti, in virtù delle candide striature che alterano il colore originale, e posseduto nel tempo che fu, dei loro capelli.

Certamente l’età in cui si inizia a intraprendere il sentiero verso la saggezza, per così dire, è molto relativa, ma, grazie alla nostra esperienza e a quanto letto nelle righe sopra riportate, siamo pur convinti che alla soglia dei quarant’anni la via si stia ormai percorrendo. I nostri venerandi oggetti di discorso sono infatti le prime vittime a subire le ripercussioni di una tale notizia: è infatti noto come -tra un cantiere e l’altro- sia loro abitudine irrinunciabile l’ormai classico “bicchierino”, riempito a seconda del caso di Dolcetto, Chianti o Tavernello, quest’ultimo direttamente distillato dalla fermentazione del cartoncino in cui viene conservato.

Eppure le parole dell’articolo sono chiare: a queste età, ogni bicchiere di vino in eccesso riduce di ben mezz’ora l’aspettativa di vita; un fatto certamente trascurabile se non fosse che mezz’ora corrisponde circa al tempo medio impiegato da un operaio di cantiere per portare a termine una colata di cemento. E non sia mai che, per colpa di questa mezz’oretta in meno di vita, ci si perda un’asfaltatura o peggio ancora una tanto attesa operazione di carico della gru.

Cosa fare dunque se il piacere del cicchetto entra in conflitto con la passione per il cantiere?

I nostri eroi hanno qui pronte per voi due possibili soluzioni! Primo: ridurre le bevute all’ultimo momento di vita. La cosa è semplice: per aggirare il problema è sufficiente attendere l’appropinquarsi del decesso e, a pochi minuti dal sopraggiungere della morte naturale, bere liberamente e in abbondanza! Se infatti a 10 minuti dalla morte naturale bevete 5 bicchierini di vino, allora morirete tra 10 – 5*30, ovvero 140 minuti fa! Complimenti! Avete appena generato un paradosso temporale! Nella migliore delle ipotesi, ciò si dovrebbe concretizzare in una distruzione dello spazio-tempo risultando in un buco nero che inghiottirà la nostra galassia facendone un enorme e infinito cantiere galattico.

La seconda soluzione che vi proponiamo è non meno scientifica: la teoria della relatività di Einstein ci insegna infatti che, maggiori sono le velocità, minore è lo scorrere del tempo; se dunque bevete bicchieri di vino a velocità prossime a quelle della luce, mezz’ora “astemia” corrisponderà per voi soltanto a qualche millisecondo; la prospettiva del barbaro articolo viene dunque qui del tutto ribaltata: maggiore è la velocità e dunque il ritmo delle bevute, minori sono i danni e maggiori i vantaggi. Se infatti beveste bicchieri di vino a velocità pari a quella della luce (supponendo che vi muoviate nello spazio per 1 metro a bicchiere, ciò equivarrebbe a bere 299.792.458 bicchieri di vino al secondo, un ritmo comunque decisamente inferiore a quello del sessantenne medio) il tempo per voi si fermerebbe e diventereste immortali in barba a Cimbri, Teutoni e relativi articolisti!

Ma se vi sembrasse che la capienza di un bicchiere di vino (o di una pinta di birra) sia troppo elevata e, dunque, se temeste di non riuscire a mettere in atto quest’ultimo nostro consiglio, ecco per voi la soluzione: gli shottini!

Essi possono essere bevuti ad elevatissima velocità data la ristretta quantità di liquido contenuta, se siete particolarmente temerari, potete riempire il bicchierino con un super alcolico (ma in questo caso non sappiamo a cosa potreste andare incontro, quindi ci solleviamo da ogni responsabilità!). Vi invitiamo solo a non superare mai la velocità sopra indicata, altrimenti per voi il tempo inizierebbe a scorrere in senso inverso e in men che non si dica vi ritrovereste giovani e dunque non più idonei ai consigli espressi nei nostri articoli. In compenso potrete seguire da vicino il cantiere dell’Anfiteatro Flavio.

Augurandovi una simile possibilità, vi lasciamo al vostro Tavernello, sperando di essere riusciti a tutelarvi dalle infime delazioni filocartaginesi. Nunc est bibendum! Nunc et semper in saecula saeculorum! Cin cin.

I sempre vostri Anonimi del Sublime

 

Ufficio Stampa Liceo G.D. Cassini 

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