“Che cosa voglio fare da grande” e perché scegliere il liceo classico

Che cosa farai da grande? Questa è la classica domanda che si pone a un bambino fin dalla più tenera età e, se vogliamo, è quella che affascina e allo stesso tempo spaventa di più. Un infante, quando pensa fugacemente al futuro, lo percepisce come un fatto lontano, inafferrabile, quasi un sogno, infatti a tale domanda risponde senza riflettere: “lo scrittore”, “l’astronauta”, “la principessa” o “il cantante”… tuttavia col tempo, il futuro oltre ad essere pieno di mistero comincia anche a fare paura perché crescendo si deve essere più concreti ed evitare di  perdersi in  fantasie. Ed è qui che entrano in gioco i professori, la scuola, la famiglia e gli amici.

Tutto ciò che ci circonda infatti è importante perché influenza le nostre scelte che possono avere esiti positivi o negativi. A scuola, fin dalle elementari, si entra in contatto con diverse discipline che possono, o meno, incontrare il proprio interesse. Naturalmente, tra bambini ci si pone il fatidico quesito: “cosa farai da grande?”. Più tardi  alle scuole medie si sviluppano determinate preferenze  e inclinazioni che guidano alla tanto attesa scelta della scuola superiore. Questa è una scelta importante da valutare con cura e senza lasciarsi influenzare troppo da amici e parenti poiché a seconda della decisione presa, si potrebbe rimanere soddisfatti o meno. Noi per esempio abbiamo scelto il liceo classico, in quanto il latino e il greco, che sono le materie di indirizzo, offrono occasioni di approfondimento estremamente stimolanti.

Perché scegliere il liceo classico? Molti si chiedono a che cosa serva studiare il greco e il latino, che sono  considerate “lingue morte”. In realtà parliamo tali lingue tutti i giorni. Infatti  la lingua italiana è di origine latina e molte delle sue parole derivano dal greco. Quando per esempio non conosciamo il significato di un termine, analizziamo la parola cercando di trovare la sua derivazione e da questa il significato più logico.

Inoltre più volte quest’ estate ci è capitato di trovarci in musei e chiese aventi iscrizioni latine o greche. La maggior parte delle persone non sapeva decifrarle mentre noi, con una certa soddisfazione, riuscivamo a comprenderne alcune.

Il latino è una lingua viva, infatti  molte volte sentiamo nel parlato espressioni o parole latine come “dulcis in fundo”, usato per indicare una sorpresa che arriva  al termine di un percorso difficile, “habitat” che è la terza persona singolare dell’indicativo presente dal verbo “habito”, si usa per indicare le caratteristiche dell’ambiente in cui vive una specie animale o vegetale e  il famoso “gratis”, che deriva dall’ablativo plurale di “gratia”, col significato di gratuitamente e naturalmente anche altre espressioni che non citiamo per non dilungarci troppo.

“Cosa farò da grande?” Noi da grandi stiamo frequentando il secondo anno di liceo classico Cassini Sanremo e cosa faremo da “grandi grandi?”

Lo scoprirete quando avremo terminato il nostro percorso di studio.

 

Ufficio Stampa G.D. Cassini

Gloria Farina e Ruslana Prospato

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