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Amministrare un piccolo Comune significa oggi confrontarsi con difficoltà sempre maggiori, tra risorse limitate, personale ridotto e un impegno quotidiano che coinvolge amministratori e dipendenti.

Un’esperienza che il sindaco di Cesio Fabio Natta vive anche attraverso il suo ruolo di coordinatore della Consulta dei piccoli Comuni di ANCI Liguria, che gli permette di conoscere e confrontarsi con realtà diverse del territorio regionale.

“Diciamo che amministrare i piccoli Comuni oggi è difficile”, dichiara. “Il fatto che io sia coordinatore della Consulta dei piccoli Comuni di ANCI Liguria mi dà anche un motivo in più per conoscere meglio altre realtà e capire come le realtà più o meno si assomiglino, pur nelle diversità nella nostra regione. Amministrare, diventerebbe impossibile senza l’aiuto in primis del personale, che spesso si fa in quattro se non in otto, e dei componenti della giunta e dell’amministrazione. In particolar modo la giunta che di fatto lavora gratis, perché queste cose bisogna ricordarle, e dà un impegno e un sostegno quotidiano nell’affrontare tutte le problematiche che ci sono”.

Accanto al lavoro quotidiano dei singoli enti, Natta indica nella collaborazione tra amministrazioni uno degli strumenti essenziali per affrontare le difficoltà.

“Un altro aspetto fondamentale è quello di lavorare insieme con i colleghi, con le altre amministrazioni, cosa che siamo riusciti a fare nel territorio della valle Impero e della valle Arroscia, devo dire, negli ultimi anni anche grazie a progetti comuni tipo la Green Community, ma non solo”, sottolinea. “Questo lavoro di sinergia, di superamento del campanilismo fine a se stesso sicuramente crea dei benefici indispensabili”.

Una necessità che diventa ancora più evidente in una fase caratterizzata, secondo Natta, dalla riduzione delle risorse a disposizione dei Comuni e dalle difficoltà nel garantire il rilancio delle aree interne.

“Siamo in questa epoca di vacche magre, dove i tagli delle risorse sono continui, dove si parla spesso e volentieri di rilancio delle zone depresse, delle zone interne, ma a questo poi non seguono altrettanto spesso e volentieri i fatti. Ecco, noi cominciamo a fare il nostro, a farlo insieme e cercare di affrontare i problemi condividendoli”, conclude.

Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa a Fabio Natta.