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Si è tenuta oggi una riunione dei 32 comuni montani esclusi dalla nuova classificazione, alla presenza degli avvocati Antonio Bartolini e Antonella Mirabile, i legali che stanno seguendo il ricorso, e di Anci Liguria, unica Anci regionale in Italia a essersi costituita ad adiuvandum a supporto dei Comuni.

All’incontro, dedicato all’aggiornamento sulle procedure in atto e future, hanno preso parte Fabio Natta, coordinatore della Consulta piccoli comuni e vicepresidente di Anci Liguria; Annalisa Cevasco, direttrice reggente di Anci Liguria; Daniele Galliano, coordinatore della Commissione montagna; Lucia Moscato, coordinatrice Uncem Liguria.

I legali hanno informato i Comuni che il Dpcm 11 maggio 2026, n. 121 è stato impugnato.

Dopo le udienze già fissate per il 5 agosto e il 16 settembre, l’auspicio è che il presidente del Tribunale mantenga l’impegno preso ad aprile, fissando l’udienza di merito entro il periodo di febbraio-marzo 2027.

L’obiettivo principale resta la vittoria del ricorso presso il Tar Lazio. Una volta ottenuta la documentazione necessaria, l’ufficio legale procederà alla presentazione di ulteriori motivi aggiunti.

“Il percorso giudiziario si sta rivelando particolarmente complesso a causa dell’atteggiamento non collaborativo del Dara (Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie) e del ministro Calderoli, che hanno negato all’avvocato Bartolini l’accesso agli atti richiesto. Nonostante questo ostacolo, le procedure per ottenere la documentazione ufficiale stanno proseguendo con determinazione. Un pilastro fondamentale del ricorso, che occupa circa 10-12 pagine dell’atto, riguarda la questione di legittimità costituzionale sollevata dai legali. La contestazione si concentra sul fatto che il legislatore abbia illegittimamente escluso i criteri socio-economici dalla definizione e classificazione dei territori montani”, afferma Anci Liguria.