Trasporto Scajola

Durante il suo intervento di questa mattina  presso la sala multimediale della Camera di Commercio di Imperia alla tavola rotonda dal titolo ‘S.O.S. trasporto pubblico locale. Riviera Trasporti S.p.A. – dal concordato all’affidamento in house… e poi?‘, promossa da CISL Imperia e FIT CISL Liguria, il sindaco e presidente della Provincia di Imperia, Claudio Scajola ha affrontato a tutto tondo la tematica tanto complessa quanto delicata.

Le parole di Claudio Scajola- a tutto tondo sul trasporto pubblico locale

“Credo che nei tempi che viviamo o cogliamo il tempo in cui siamo oppure rischiamo di continuare a vivere su quello che siamo. È necessario svoltare totalmente il concetto del trasporto e del movimento delle persone. Se non siamo fuori dal mondo, oggi la mobilità deve essere totalmente modificata. E non solo per un discorso di carattere economico, perché l’energia costa e siamo indietro in Europa nella produzione di energia, ma anche per un discorso ambientale nel complesso della difesa del pianeta e per la tutela della salute. Il nostro sistema sanitario spende quasi il 20% delle sue risorse per curare persone che, se avessero avuto prevenzione, non sarebbero un costo”.

Quindi partiamo da questi presupposti– ha aggiunto- se la politica deve guidare, o deve assecondare — come purtroppo mi pare di notare da tanti esponenti quando assistiamo ai loro discorsi — se deve assecondare la pancia, non è la politica in cui mi ritrovo. Si devono dire le cose come sono, e le cose come sono è che il trasporto deve essere modificato totalmente. Bisogna abituarsi al fatto che non si può andare con la macchina davanti al negozio, che non si possono più vedere macchine che girano con una persona sola, quasi dimenticandosi quanto costa quel litro di benzina e quanto costa per l’ambiente, come spazio, una macchina con una persona. Significa che dobbiamo salvaguardare anche il fisico, nel senso che le persone devono abituarsi anche a camminare”.

Trasformare la mobilità della città

“Vi faccio un esempio che quelli che sono di Imperia sicuramente hanno visto: da quando abbiamo aperto questa ciclabile cittadina c’è una diminuzione del traffico e c’è visibilmente una percorribilità pedonale e ciclabile che ha trasformato e ha iniziato a trasformare la mobilità della città. Partiamo dal presupposto quindi di sapere, quando parliamo di argomenti che hanno a che fare con la mobilità, qual è lo scenario nel quale ci muoviamo. Poi, di fronte all’elenco delle cose che non vanno, dobbiamo abituarci a vedere come eravamo e come siamo. Perché se non ragioniamo in questo modo non è che voglio neanche rispondere: ci va già bene che non c’è la guerra, non ci mandano le bombe. Dobbiamo ricordarci che siamo connessi in questa realtà“, ha proseguito.

“Dobbiamo mettere insieme e distinguere come eravamo e come siamo”

Ampio spazio anche alla ricostruzione della situazione di Riviera Trasporti: “Detto questo, sul caso specifico della provincia di Imperia e del settore del trasporto, dobbiamo mettere insieme e distinguere come eravamo e come siamo, e capire cosa e perché questa società era una società decotta, fallita. Quando abbiamo messo le mani su questa vicenda, i consulenti che abbiamo cercato di mettere insieme nella prima fase ci dissero che era inutile pensare di salvare questa azienda perché era un’azienda fallita. Questa è la partenza. Le motivazioni sono plurime, come sempre, perché le gestioni si fanno tenendo presente che una gestione è fatta per il 50% di capitale e per il 50% di capitale umano: se si dimentica questo non si gestisce nulla, neanche un negozio che vende il pane. Su questo ragionamento complessivo l’azienda era decotta perché non aveva risorse e non se le cercava neanche”, ha dichiarato.

Pensate che i Comuni, nel piano concordatario che abbiamo rifatto tre volte e che è stato respinto, non riuscivano a trovare una soluzione sostenibile. Era un impegno enorme, perché per salvare l’azienda bisognava fare un piano sostenibile, come dice la legge, non un piano di quello che vorremmo. Dal 2011 al 2022 non era stato chiesto ai comuni neanche l’adeguamento ISTAT del loro contributo. Il contributo dello Stato, versato attraverso le regioni, viene distribuito con criteri stabiliti da legge. In quel periodo si sono creati squilibri evidenti tra territori“, ha commentato.

“Oggi vedo la luce in fondo al tunnel”

Oggi vedo la luce in fondo al tunnel. Il Fondo Nazionale Trasporti su questa nostra provincia ci dà 11.390.000 euro, a cui si aggiungono 3.760.000 euro dei comuni, 896.000 euro di PNRR dell’Unione dei Comuni della Valle Arroscia e ulteriori risorse della Provincia. Stiamo mettendo insieme un modello organizzativo nuovo e un piano finanziario nuovo, e abbiamo iniziato un percorso di riorganizzazione della società. Abbiamo anche avviato concorsi per la dirigenza, e ora finalmente la questione si sta chiudendo. Abbiamo fatto un percorso complesso, quasi come una corsa in bicicletta in cui ogni minuto dovevi evitare ostacoli continui. Ma oggi vedo la luce in fondo al tunnel: stanno arrivando nuovi autobus e ne arriveranno altri. Il percorso è iniziato. E oggi posso dire che siamo su una strada che può portarci alla soluzione”, ha spiegato.

“Se la società sarà efficiente e competitiva non ci sarà motivo per cui debba perdere la gara”

“Il servizio andrà poi a gara, come previsto. Non è detto che debba vincere un privato: può vincere anche una società pubblica. Dipenderà dalla capacità di questa società di diventare efficiente e competitiva. Se sarà in grado di farlo, non ci sarà motivo per cui debba perdere la gara. Io sono ottimista”, ha concluso.