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C’è una piazza che per gli abitanti di Diano Castello non è solo un semplice luogo: è la ‘Ciassa‘, quella che nel dialetto locale identifica senza bisogno di ulteriori indicazioni piazza Matteotti. Ed è proprio qui che ogni estate va in scena la ‘Festa in Ciassa‘, uno degli appuntamenti più conosciuti e partecipati organizzati dagli Amici del Castello.

A raccontarne la storia ai microfoni di Riviera Time è Walter Mignone, presidente dell’associazione, che ripercorre le origini di una realtà profondamente legata alla vita del paese.

Amici del Castello

Gli Amici del Castello sono nati ufficialmente nel 1982, quando un gruppo di abitanti decise di riunirsi e recarsi dal notaio per dare vita a un’associazione con l’obiettivo di valorizzare il borgo e le sue tradizioni culturali ed enogastronomiche. Le radici, però, affondano ancora più indietro, nel 1953, quando nacque una società sportiva. Il primo presidente dell’associazione fu Romano Damonte, oggi sindaco di Diano Castello, tra i soci fondatori e alla guida degli Amici del Castello per circa dieci anni.

Le parole di Walter Mignone

Perché si chiama ‘Festa in Ciassa’

Il nome dell’evento nasce proprio dal luogo che lo ospita. “Questa era la ‘Ciassa’, che non esisteva prima del terremoto. Il terremoto del 1887 ha colpito duramente la Liguria occidentale, ha azzerato Bussana, per esempio, e anche su Castello ha avuto un impatto fortissimo e creando degli spazi”. (In allegato il nostro approfondimento sul terremoto del 23 febbraio 1887).

“Prima del sisma, infatti, nell’area dell’attuale piazza si trovavano abitazioni che vennero distrutte o trasformate lasciando spazio a quello che sarebbe diventato uno dei punti caratteristici del borgo. Ogni piazza ha un nome in italiano, questa è piazza Matteotti, ma se chiedete a uno di Castello dove siamo, vi dirà che siamo in ‘Ciassa’. Per noi locali non c’è possibilità di confondersi: la ‘Ciassa’ è solo questa, tutte le altre piazze hanno altri nomi”, ha spiegato Walter Mignone.

Da qui il nome della manifestazione, che negli anni è diventata un vero appuntamento identitario per Diano Castello.

Due feste ogni estate e i piatti della tradizione

La ‘Festa in Ciassa’ è cresciuta nel tempo, mantenendo però il legame con la cucina e con le tradizioni di un tempo. Per anni gli appuntamenti sono stati due, uno a luglio (poi in concomitanza con il Premio Vermentino) e uno ad agosto, organizzati grazie al lavoro di un gruppo sempre numeroso di volontari.

“L’impegno è tanto ed è sempre aumentato il successo”, ha raccontato il presidente. A richiamare residenti e visitatori sono soprattutto i piatti della tradizione, tra cui Lumache dei Bestagni, il coniglio alla ligure, il condijun con cuore di bue nostrano, la grigliata di carne, ricette che riportano in tavola sapori legati alla storia dell’entroterra ligure. Un tassello fondamentale è ‘U menestrun di Bestagni‘, una delle particolarità della tradizione locale che negli ultimi anni ha ricevuto anche un riconoscimento proprio per il suo valore storico e gastronomico: è diventato piatto prodotto De.Co. del paese delle lone. (In allegato il nostro servizio sulla storia e ricetta).

Dietro queste ricette, però, c’è anche la storia di una comunità che doveva fare i conti con le caratteristiche del territorio. “Il fieno era riservato agli animali da soma. Muli, asini e cavalli erano indispensabili per il lavoro nei campi e il fieno rappresentava, in un certo senso, la ‘benzina’ dell’epoca. Allevare bovini era invece più difficile e meno conveniente. Per questo, nella cucina tradizionale locale, hanno trovato spazio carni come quelle di coniglio e piccione, mentre le lumache venivano raccolte direttamente sul territorio. Una cucina povera, dunque, ma fortemente legata all’ambiente e alle necessità della vita quotidiana di un tempo”, ha spiegato Mignone.

La festa cambia, senza dimenticare le origini

Con il passare degli anni la ‘Festa in Ciassa’ ha iniziato ad attirare un pubblico sempre più ampio, andando oltre i confini del paese. “Arrivano non più solo i locali, ma anche i turisti”, ha sottolineato Mignone, citando in particolare visitatori piemontesi, lombardi e stranieri. Ed è proprio il crescente interesse dei visitatori ad aver portato anche alcune novità nel menù. “Il turista richiede spesso il pesce perché la Liguria è identificata anche con i piatti a base di pesce e con il pesto”, ha raccontato il presidente.

Una contaminazione tra tradizione e nuove richieste che non cancella l’identità della manifestazione, ma contribuisce a mantenerla viva e a farla conoscere a un pubblico sempre più vasto.

Non solo gastronomia: la musica anima la ‘Ciassa’

La ‘Festa in Ciassa’ però, non è soltanto una manifestazione gastronomica. La musica è da sempre una componente fondamentale delle serate, pensata per coinvolgere generazioni diverse. “È anche musica”, ha sottolineato Mignone: dalle serate dedicate a chi ama il liscio e il ballo, fino alla musica più movimentata per i giovani. Ed è proprio questa combinazione di cucina, musica, volontariato e memoria del territorio ad aver permesso alla ‘Festa in Ciassa’ di diventare, negli anni, uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’estate di Diano Castello.

Una storia iniziata con una società sportiva nel 1953 e proseguita con la nascita ufficiale degli Amici del Castello nel 1982, che ancora oggi – con il motto ‘Vietato fare i mattoni’ – continuano a portare in piazza le tradizioni di un paese dell’entroterra ligure, trasformando la ‘Ciassa’ in un punto d’incontro tra passato e presente.

Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Mignone.