Proseguono le lezioni ‘du nosciu dialettu‘ con Giannetto Novaro, castellotto doc e presidente onorario della Communitas Diani. Oggi il proverbio protagonista è ‘Quônde i cavéi i se fán gianchín, lascia e donne e attacchite au vín‘, che significa: quando i capelli diventano bianchi, dimentica le donne e rifugiati nel vino.
Un proverbio che fa sorridere, ma che racchiude anche una riflessione sul passare degli anni. Con il tempo la gioventù se ne va, così come alcune illusioni e la possibilità, per qualcuno, di continuare ad attirare l’attenzione delle donne più giovani. E proprio su questo tema si inserisce una poesia di Camillo Sbarbaro, che Novaro riprende per raccontare con ironia e malinconia questo particolare momento della vita.
‘Quônde i cavéi i se fán gianchín, lascia e donne e attacchite au vín’- La spiegazione di Giannetto Novaro
Ai microfoni di Riviera Time, Giannetto Novaro ha spiegato: “Gli anni passano e si invecchia, per alcuni perdere la prestanza fisica e non poter attrarre l’attenzione delle donne più giovani diventa una fonte di profonda amarezza. Camillo Sbarbaro ha tentato di consolare un suo vecchio amico e coetaneo, ormai con i capelli bianchi ma ancora pieno di entusiasmo e illusione con questa bella poesia, scrivendo:
‘Ma se un tempo verrà… né venga mai
che del fuoco la cenere sol resti…
e tu allora a cercar vieni l’amico.
Lo troverai nella taverna che ha
ai vetri stinte tendinette rosse
e scritto per insegna ‘ al Goto Grosso’.
Il messaggio è quello di non lasciarsi prendere dalla tristezza quando il tempo della gioventù e dell’amore è ormai tramontato. Quando i capelli diventano bianchi, dice il proverbio, bisogna dimenticare le donne e consolarsi con un buon bicchiere di vino, magari bevuto insieme a un caro e vecchio amico”.
“È un proverbio che fa sorridere ma è anche molto triste, segna un momento della vita quando purtroppo la gioventù non c’è più e uno avrebbe ancora tanti sogni, tante speranze ma si accorge che è passato il tempo, è inutile avere illusioni perché purtroppo il tempo è passato, c’è tempo per ogni cosa e purtroppo non c’è più tempo per sognare o fare gli sbarbatelli quando ormai si è anziani perché il tempo purtroppo passa“, ha raccontato Novaro.
La poesia di Sbarbaro
Non tutti, però, reagiscono allo stesso modo. C’è chi accetta il passare degli anni e cerca nuove gioie e nuovi interessi, e chi invece continua a inseguire la gioventù e, quando si accorge che quel tempo è ormai passato, si lascia prendere dallo sconforto e dalla malinconia. È proprio a quest’ultimo amico che sembra rivolgersi Sbarbaro nella poesia: se un giorno il fuoco sarà ormai ridotto alla sola cenere, sarà il momento di andare a cercare l’amico nella vecchia taverna, quella con ‘ai vetri stinte tendinette rosse’ e l’insegna ‘al Goto Grosso’. Un luogo dove ritrovarsi, ricordare i tempi migliori e bere insieme un buon bicchiere di vino per consolarsi di ciò che si è perduto.
Ma oggi, ha osservato Novaro: “I tempi sono cambiati perché una volta c’erano pochi divertimenti, adesso uno può ancora vivere nonostante i cappelli bianchi creandosi degli interessi diversi, partecipando a nuovi modi di vivere e non bisogna arrendersi e finire definitivamente in osteria”.
Nel video-servizio a inizio articolo la spiegazione di Novaro.







