Bussana Vecchia, l'antico borgo degli artisti rinato dalle macerie

A circa 8 chilometri da Sanremo, sorge la frazione di Bussana.

Il paese fu quasi interamente distrutto il 23 febbraio del 1887 quando alle 6 e 21 minuti una terribile e violenta scossa di terremoto cambiò per sempre le sue sorti. Molti degli abitanti persero la vita al momento del crollo e altrettanti rimasero intrappolati tra le macerie.

Nonostante la buona volontà dei superstiti di voler provare a ricostruire e salvare quello che rimaneva del paese, si decise di fondare, circa tre chilometri più a valle, Bussana Nuova. Così, gli abitanti abbandonarono definitivamente il borgo originario che da quel momento fu chiamato Bussana Vecchia.

Le vecchie abitazioni rimasero per molto tempo abbandonate, fino a quando, negli anni 60, il ceramista e pittore torinese Mario Giani, in arte Clizia, insieme al pittore Vanni Giuffré lanciarono l’idea di creare una “Comunità Internazionale degli Artisti”, dove pittori, musicisti e scultori avrebbero potuto vivere dedicandosi esclusivamente alla loro arte, esprimendola in ogni sua forma.

Ben presto Bussana Vecchia diventò così il Villaggio degli Artisti, custodendo i pensieri e le opere di artisti provenienti da tutta Europa. Proprio loro infatti hanno eliminato le macerie, recuperando le case e trasformandole in delle vere e proprie gallerie d’arte, anche a cielo aperto.

Il borgo ha così ripreso vita, diventando una particolare attrazione pittoresca. Ogni angolo del paese infatti incanta con diverse forme d’arte, che siano murales, quadri, sculture o fontane.

Bussana Vecchia si articola nella tipica struttura a pigna di borgo medioevale arroccato. Dopo il terremoto il campanile della chiesa di Sant’Egidio è diventato il simbolo del paese perché rimasto in piedi dopo la scossa. Il tetto invece è andato distrutto, lasciando scoperchiata la chiesa. Oggi è visitabile solo dall’esterno perché pericolante.

Ad andare distrutto anche l’Oratorio di S. Giovanni Battista, di cui oggi rimangono in piedi solo le mura.

Nel corso degli anni, in questa visione idilliaca, si è fatta però strada la ‘querelle’ legale sulla proprietà degli immobili. Gli abitanti hanno per anni tentato di ottenere la proprietà per usucapione dal Demanio, senza mai avere successo. Nel 2017 il Comune di Sanremo ha espresso la volontà di prendersi carico del borgo, riconoscendo la sua importanza sociale e culturale. Questi anni di incertezza hanno però contribuito a generare una speculazione immobiliare sugli edifici abbandonati, fenomeno che gli abitanti sperano di contrastare, per riportare il “Borgo dell’Arte” ai suoi antichi splendori.

Oggi tanti turisti si recano nel borgo, visitabile a piedi in circa un’ora, attratti dalle sue caratteristiche e particolarità, passeggiando tra le case arroccate, incontrando i tanti gatti che popolano il borgo e curiosando nelle botteghe e atelier d’arte, godendo di panorami e vedute decisamente caratteristiche e artistiche.