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Sono passati sette anni da quel 16 agosto 2019 che segnò la scomparsa di Felice Gimondi, uno dei più grandi campioni della storia del ciclismo italiano. Aveva 76 anni quando morì a Giardini Naxos, colto da un malore mentre faceva il bagno durante una vacanza in Sicilia.

Felice Gimondi e Diano Marina

Ma in Riviera il ricordo di Gimondi è ancora particolarmente vivo. Perché, al di là delle vittorie e delle imprese che lo hanno consegnato alla storia dello sport, Diano Marina rappresentò per lui una vera seconda casa, il luogo dove nacque una delle storie più importanti della sua vita. È proprio nella città degli aranci che il campione conobbe Tiziana Bersano, originaria della Riviera, che sarebbe diventata sua moglie nel 1968. La loro storia iniziò proprio a Diano Marina, dove la famiglia di Tiziana gestiva un albergo e dove Gimondi soggiornava con la squadra. Un incontro destinato a cambiare la vita del giovane corridore bergamasco.

Gimondi arrivò a Diano Marina giovanissimo, in un periodo in cui la sua carriera stava decollando. La città e la Riviera rimasero poi a lungo una presenza costante nella sua vita: la famiglia aveva una casa a Diano Marina e qui il campione tornava per trascorrere periodi di vacanza e di riposo. Un legame talmente forte da portare anche al conferimento della cittadinanza onoraria di Diano Marina. E proprio sulle strade della Riviera passa una delle corse più amate da Gimondi: la Milano-Sanremo, che il campione vinse nel 1974, aggiungendo un’altra prestigiosa classica al suo straordinario palmarès. La vittoria arrivò pochi mesi dopo il titolo mondiale conquistato a Barcellona nel 1973.

Il nome di Gimondi è così entrato definitivamente anche nella storia ciclistica del territorio. Su Capo Berta, infatti, il Cippo dei Campioni raccoglie le effigi dei grandi protagonisti delle due ruote. Nato per celebrare campioni come Costante Girardengo e Fausto Coppi, e successivamente arricchito dal busto di Gino Bartali, dal 2020 ospita anche quello di Gimondi.

A ricordare la figura è anche il sindaco Cristiano Za Garibaldi: “Voglio ricordare il nostro cittadino onorario, Felice Gimondi. Qualche tempo fa ho visto una sua foto da giovane proprio a Diano Marina, dove arrivò a 22 anni e dove vide per la prima volta il mare. Grazie allo straordinario esempio di Felice Gimondi, all’artista Mario Clemente Rossi che gli ha reso omaggio in località Belvedere, a tutti coloro che lo ricordano con affetto e alla sua famiglia, che continua a trasmettere la forza del legame che la unisce a Felice”.

Il Cippo dei Campioni

Il busto, realizzato dall’artista Mario Clemente Rossi, è stato inaugurato l’8 agosto 2020, a meno di un anno dalla morte del campione. Un omaggio che ha un significato ancora più profondo proprio per il legame personale tra Gimondi e Diano Marina. Durante la cerimonia la figlia Norma Gimondi ricordò con emozione una conversazione avuta con il padre proprio davanti al Cippo: scherzando gli aveva detto che un giorno avrebbero realizzato un busto anche per lui. Gimondi, scaramantico, aveva risposto: “Spero il più tardi possibile”, aggiungendo però che quello era “un posto veramente stupendo”. Oggi quella frase assume un significato particolare. Il volto di Gimondi è lì, sul Capo Berta, accanto a quelli di Coppi, Bartali e Girardengo, con lo sguardo rivolto verso quel mare e quelle strade che hanno fatto parte della sua storia.

Il legame con la Riviera, inoltre, non si è interrotto con la sua scomparsa. È rimasto vivo nella famiglia, soprattutto attraverso Norma, che ha continuato a raccontare e custodire la memoria del padre. E la bicicletta è rimasta il filo conduttore anche della sua vita: proprio sulle strade liguri, tra mare e montagne, Norma continua a pedalare, mantenendo vivo quel rapporto speciale con il territorio.

Sul piano sportivo, Gimondi resta uno dei pochissimi corridori capaci di conquistare tutti e tre i Grandi Giri: il Tour de France nel 1965, la Vuelta di Spagna nel 1968 e il Giro d’Italia per tre volte, nel 1967, 1969 e 1976. Nel suo palmarès figurano inoltre il titolo mondiale del 1973, la Parigi-Roubaix, due Giri di Lombardia e, appunto, la Milano-Sanremo del 1974. In carriera furono 139 le vittorie da professionista. Numeri che raccontano il campione. Ma a sette anni da quel 16 agosto, a Diano Marina il ricordo racconta soprattutto l’uomo: Felice Gimondi, il campione che fece della Riviera una parte della propria storia e che ancora oggi, attraverso quel busto su Capo Berta, continua a pedalare idealmente sulle strade della Milano-Sanremo.