Tre domande a Massimo Ratti

Massimo Ratti è il responsabile del Rione Trinità. Questa domenica, partecipa attivamente, per il ventesimo anno consecutivo, ai festeggiamenti in onore di San Benedetto.

Mi puoi raccontare la tua “domenica bestiale”?

Parlando della domenica del Corteo Storico, è una giornata all’insegna del buonumore, durante la quale cerchiamo di far divertire il pubblico divertendoci. Ovviamente, però, ci sono anche tanta fatica e tanta tensione, al punto che, nelle ore antecedenti alla manifestazione, esponenti di rioni diversi fanno persino fatica a salutarsi tra loro. È la logica della competizione. Tutti a parole dicono di non essere interessati alla classifica, ma, della medaglia di legno, non si accontenta nessuno.

Cosa propone il tuo rione e quale ambientazione?

Quest’anno, proporremo “Il prezzo dei buoni propositi – Il lupanare”. Si tratta di una scena caratterizzata da una famiglia disagiata, nella quale la figlia maggiore, per sbarcare il lunario, si dedica al mestiere più antico del mondo, all’insaputa dei genitori. Nel contesto, si intrecciano situazioni grottesche e goliardiche con un finale dai risvolti impensabili.

Cosa spinge un non taggiasco a “dannarsi l’anima” per questa manifestazione?

Passione ed amore per la storia e la tradizione, ma anche tanta follia, perché è tutto davvero molto impegnativo. Dietro a 15 minuti di scena, ci sono 5 mesi di lavoro tra ricerca dei costumi e scrittura dei testi. Questa è la mia ventesima edizione consecutiva: il mio auspicio è che i giovani, non solo taggiaschi, si innamorino come me di questo splendido evento.

 

Giorgio Giuffra

[Foto di Studio Blue Line]

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