video
play-rounded-outline
03:29

Una comunità si fonda soprattutto sulla percezione che i suoi membri hanno di loro stessi e della vitalità della sua cultura. Le persone costruiscono la comunità simbolicamente, facendola diventare un risorsa e un deposito di significati e di referenti della loro identità’ 

(Aime, 2019)

Aggirandosi tra ‘Aie e Creuze‘, prima edizione di un evento che ricalca in modo innovativo la cucina bianca, Riviera Time si è imbattuta nei ritratti, sparsi per Mendatica, delle persone del paese.

Il Ritratto di Comunità è un progetto che coniuga fotografia e comunità rurali, quelle che abitano e animano i territori più impervi dei monti. Si centra sulla parte attiva, quella che si prende cura della manutenzione e della gestione del territorio, che valorizza luoghi, borghi e tradizioni, che conserva il paesaggio e gli habitat e le specie di interesse naturalistico, ma anche quella geografia culturale, basata su storie di uomini e donne, cucina tradizionale e prodotti tipici, frutti e animali di un tempo, lavori scomparsi e ritrovati, rispetto e memoria, rilancio e speranza: la comunità custode.

Territorio e comunità di Mendatica

Il territorio di Mendatica, che arriva fino alle alture del Monte Frontè, è attraversato da antichi collegamenti con il Piemonte come le rinomate vie del sale e da grandi percorsi escursionistici come l’Alta Via. Ricco di corsi d’acqua, di boschi e di pascoli è un territorio di grande fragilità e bellezza.

La comunità di questo paese era caratterizzata da una cultura di tipo agro-pastorale, fondata sul difficile lavoro della terra di chi coltivava in strette fasce il grano anche a 1.000 m, e sull’allevamento di razze rustiche, frugali molto adatte ai luoghi e a quei pascoli di altura che d’estate si alternavano a quelli di mezza collina invernali. Attività in equilibrio, quasi un tutt’uno con il territorio e che hanno consentito il mantenersi delle aree aperte e dei prati e della biodiversità in esso contenuta, di gestire l’acqua e la fragilità dei versanti con ciclopiche opere di muretti a secco: un equilibrio quasi perfetto. 

E poi l’attento studio degli utensili così come la selezione delle produzioni più adatte, e le malghe e le transumanze primaverili e autunnali di animali e genti. Vivere con poco e di aiutarsi l’uno con l’altro; questa cultura, questo modo di vivere, nel tempo si è tramandato da generazione in generazione e ad oggi, i pochi rimasti, custodiscono quella preziosa memoria, valorizzando gli usi e i costumi che gli sono stati trasmessi dai predecessori ai giovani che ancora sono molto radicati su questo territorio quasi magico.

E così a Mendatica si trovano ancora allevatori che praticano la transumanza e producono con la sapienza della tradizione formaggi di grande valore, i contadini che producono prodotti della cucina bianca e li valorizzano in conserve e ricette. Ma si tutela e si mantiene anche la tradizione degli artigiani che intrecciano a mano i cestini in legno, donne capaci di utilizzare antichi utensili per cucinare, frammenti del mondo antico, degli abiti, degli strumenti di lavoro o domestici conservati gelosamente e proposti ai visitatori in mostra. 
In linea con le tradizioni della cultura italiana, anche questo luogo è caratterizzato da una speciale tipicità culinaria: la cucina bianca.  Una cucina basata su elementi semplici: latte,  farina, formaggi e verdure chiare come porri, cavoli e patate, i quali danno vita a sfaccettati piatti che in passato fornivano la giusta energia per il lavoro.

Custodi, Ritratto di una Comunità

Il Ritratto di Comunità, quindi, vuole essere un omaggio e un riconoscimento a una comunità virtuosa come quella di Mendatica situata nell’alta Valle Arroscia all’interno del Parco delle Alpi Liguri. È un progetto ideato dal Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova insieme al fotografo Giorgio Bombieri e accolto da Regione Liguria e dal parco delle Alpi Liguri nell’ambito dei progetti dedicati alla valorizzazione dell’entroterra e della sua biodiversità.

Ritrarre una comunità non significa fare una foto di gruppo, ma valorizzare ogni singolo membro che vi appartiene, che con il suo ruolo, la sua storia e il suo contributo rende vivo e possibile il tutto, implica il concentrarsi sui dettagli che caratterizzano l’insieme e dare un volto alle tante sfaccettature che alimentano e rappresentano la comunità.

Un ritratto, da solo, non può raccontare tutto questo, ma può divenire la testimonianza tangibile della loro esistenza come esponenti delle Comunità Custodi che costellano le aree rurali italiane e valorizzano i territori in cui vivono.

110 ritratti che costituiscono quasi l’intera comunità di Mendatica che ha aderito con slancio al progetto. Al suo interno si spiega l’articolazione e i ruoli di ciascuno con alcuni testi introduttivi che contribuiscono ad arricchire di informazioni e ad inquadrare la Comunità di Mendatica quale paradigma di tante comunità del difficile entroterra. Si spiega come questo progetto possa essere rilanciato insieme allo strumento delle Comunità Custodi in altri territori con altri uomini e donne che intenderanno ‘metterci la faccia’.

Le parole di Alessandro Piana, Alessandro Alessandri, Giorgio Bombieri, Maria Ramella e Piero Pelassa

Nel catalogo dedicato al progetto si leggono diverse riflessioni sulla comunità e sul suo particolare legame con il territorio.

“La biodiversità di un luogo deriva da un delicato equilibrio tra caratteristiche climatiche, geomorfologiche, biologiche del territorio perché dagli interventi antropici che si sono susseguiti nel tempo e che hanno indirizzato l’evoluzione degli habitat del paesaggio. Con i progetti posti in atto si realizzano azioni concrete e con il catalogo si porta a contatto il pubblico il valore di mondi preziosi e spesso nascosti”, apre la riflessione Alessandro Piana, vicepresidente della Regione Liguria.

“Ritrarre una comunità non significa fare una foto di gruppo, bensì valorizzare ogni singolo membro che vi appartiene, e che con il suo ruolo la rende viva e possibile”, commenta Alessandro Alessandri, presidente del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri.

“Il tentativo è dare figura alla comunità di Mendatica come insieme di individui-ritratti (sia come sostantivo che come participio passato)”, dichiara il fotografo Giorgio Bombieri.

“Cosa significa comunità? Ritrovarsi giovani, anziani, residenti e villeggianti, chi arriva da Imperia, chi da Genova, chi era già lì per ritrovarsi, per riconoscersi, per fare parte del ritratto di quella comunità”, prosegue Maria Ramella, della Cooperativa Brigì.

“In una società in cui le immagini corrono velocissime sui social e scompaiono in brevissimo tempo, è una grossa emozione poter vedere ritratti più di 100 volti che rendono concreto il valore di una comunità”, conclude Piero Pelassa, sindaco di Mendatica.

C’è una citazione di Cesare Pavese scritta su una piccola targa a Mendatica che racchiude il senso di tutto questo: “Paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.