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Pieve di Teco conta oggi circa 1.400 residenti. Un dato demografico sostanzialmente stabile, ma ancora lontana dal diradare le ombre del tema spopolamento, che resta centrale per i comuni dell’entroterra, dove gli aumenti registrati in alcuni centri sono ancora limitati a poche unità.

Nelle frazioni di Pieve il numero dei residenti è contenuto, mentre negli ultimi anni sono diversi gli immobili acquistati e sottoposti a interventi di recupero. Un fenomeno che, al momento, non si traduce però in una crescita significativa della popolazione.

Per il sindaco Enrico Pira, per rendere stabile il ritorno o l’arrivo di nuovi abitanti, è necessario intervenire sulle condizioni che permettono a una famiglia di vivere nell’entroterra.

“Per stabilirsi in un luogo bisogna che siano verificabili almeno tre condizioni”, spiega il primo cittadino. “La prima riguarda la sanità, con la necessità di avere servizi facilmente raggiungibili per le persone anziane e per i bambini. In questo quadro rientra la Casa di Comunità, indicata dall’amministrazione come una delle risposte alle esigenze sanitarie del territorio”.

Il secondo elemento è quello dell’istruzione e della cultura. La presenza di servizi scolastici, secondo Pira, rappresenta una condizione essenziale per le famiglie che scelgono di vivere nei centri dell’entroterra. Il comprensorio scolastico che fa riferimento a Pieve di Teco e Pontedassio raccoglie studenti provenienti dai diversi comuni della valle.

“Qui a Pieve, ogni giorno, vengono a scuola circa 250 ragazzi che arrivano da tutti gli altri comuni della valle. Questo è importante”, continua Pira. “Questo comprensorio scolastico funziona molto bene”, sottolinea Pira.

Nella strategia rientra anche il recupero degli spazi culturali. Tra gli interventi citati dal sindaco c’è la riapertura dell’auditorium, struttura che in passato ospitava il cinema del paese. L’obiettivo è mantenerne l’utilizzo teatrale e, in prospettiva, recuperare anche la funzione cinematografica. Nel frattempo l’amministrazione ha sottoscritto una convenzione con la scuola superiore per utilizzare la struttura durante la settimana. “Facendo programmi di grafica e di animazione e di preparazione di filmati al computer, sicuramente sarà una scuola che si potrà valere di un’opportunità unica, cioè un set a disposizione”, dichiara.

Il terzo elemento indicato da Pira riguarda i trasporti. Per i piccoli centri montani, la possibilità di raggiungere la costa e gli altri comuni della valle rappresenta una delle condizioni necessarie per ridurre l’isolamento. In questo ambito viene ricordato il lavoro svolto dall’Unione dei Comuni della Valle Arroscia, con il precedente presidente Renato Adorno, sindaco di Rezzo, che ha contribuito alla costruzione di un sistema di trasporto pubblico locale integrato. “Durante il periodo non scolastico fornisce dei collegamenti quotidiani con la costa su domanda. Uno può prenotarsi la corsa per il giorno successivo”, commenta il primo cittadino.

Sanità, istruzione e mobilità costituiscono quindi, secondo il sindaco, i tre principali assi sui quali continuare a investire. “Queste tre linee di sviluppo sono molto valide e speriamo di implementarle, di aumentare l’offerta, soprattutto sul tema dei trasporti”, afferma. L’obiettivo resta quello di provare a modificare il saldo demografico dell’entroterra: “Se questo sarà efficace per invertire il flusso, cioè che la gente non emigri, ma immigri”.

Accanto ai servizi, l’amministrazione guarda anche alla valorizzazione del borgo. Nel 2026 Pieve di Teco è entrata nel circuito dei Borghi più belli d’Italia, dopo aver superato le verifiche previste dall’organizzazione. Un riconoscimento che, nelle parole di Pira, comporta anche nuovi impegni per il Comune. “Questo, più che una soddisfazione, comporta degli obblighi: non solo di mantenere questi requisiti, ma anche di aumentarli”, dice Pira.

Tra le priorità viene indicata la riqualificazione di alcune aree del paese che nel tempo hanno evidenziato condizioni di degrado, insieme a un ulteriore investimento sulla cultura attraverso nuovi progetti. “Daremo grande importanza all’organizzazione del paese, con una risistemazione delle aree che nel tempo sono diventate un po’ fatiscenti. Poi abbiamo l’idea di lavorare ulteriormente sulla cultura, quindi proponendo progetti che possano aiutare a far crescere questo movimento”, racconta.

Una parte delle prossime iniziative verrà invece affrontata su scala comprensoriale. Pira è stato recentemente eletto presidente dell’Unione dei Comuni dell’Alta Valle Arroscia e ha già presentato ai colleghi alcune delle linee di intervento che intende proporre. “Abbiamo dei problemi da affrontare, ma questi problemi, che sono ancora più onerosi dal punto di vista organizzativo ed economico, li affronteremo come Unione dei Comuni dell’Alta Valle Arroscia”, conclude il sindaco.

Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa a Enrico Pira.