Pieve di Teco si veste a festa per celebrare un traguardo storico: l’inclusione del suggestivo Chiostro degli Agostiniani tra i “Luoghi del Cuore” del FAI (Fondo Ambiente Italiano).
Una giornata ricca di cultura, organizzata dal Comitato del Santuario della Madonna dei Fanghi, in collaborazione con la Delegazione FAI di Imperia e il Comune di Pieve di Teco.
Un riconoscimento che premia l’impegno della comunità e dei volontari nel valorizzare uno dei gioielli architettonici più preziosi della Valle Arroscia. Il chiostro ha infatti raccolto 8.568 voti nell’ambito del dodicesimo censimento dei “Luoghi del Cuore” e all’interno del complesso è stata installata una targa di riconoscimento.
Nell’antico complesso degli Agostiniani di Pieve di Teco è inoltre nuovamente visibile, dopo decenni, la chiesa cinquecentesca nella quale sono in corso scavi da parte della Soprintendenza.
Le telecamere di Rivieratime sono le prime ad averne inquadrato alcuni scorci, attraverso alcune aperture dell’edificio, ancora non accessibile per motivi di sicurezza.
“Di questo chiostro io sono molto contento sempre di entrare dentro questo luogo, dentro questo complesso monumentale, che per noi giovani è quasi un luogo del cuore vero e proprio – racconta Alberto Ammirati, capogruppo dei giovani del FAI –. L’abbiamo riscoperto nel 2022 con una giornata FAI d’Autunno, che per noi era stato un grande successo. Come vedete è il chiostro più arioso e grande del Ponente, un chiostro dove il Medioevo incontra il Rinascimento. Questo chiostro è stato iniziato nel 1471 e, come lo vediamo oggi, è finito nel 1478, ma non ha una sola epoca, non ha una sola storia: è una stratificazione di epoche e storie”.
Nel corso dei secoli il complesso ha visto passare diverse generazioni e ha avuto utilizzi differenti.
“Ha visto passare qua sotto un sacco di persone, dai monaci agostiniani agli alpini, gli studenti della scuola dell’Istituto Ruffini, i ragazzi dell’Istituto Cristo Vita, i lavoratori della fabbrica dei serramenti, che ha trasformato profondamente il chiostro e la chiesa adiacente, e poi un altro sacco di persone, artisti internazionali, quando qua negli anni ’90 veniva fatto il festival di musica delle Alpi Liguri”.
La sorpresa della giornata è proprio quella che Ammirati definisce “la chiesa ritrovata”. Da decenni infatti nessuno poteva infatti entrare e vedere gli ambienti dell’antica chiesa collegata al chiostro.
È ancora pericoloso, perché comunque la Soprintendenza ci sta lavorando, ma sono già stati trovati anche dei reperti.
Si tratta di una chiesa cinquecentesca a tre navate, all’interno della quale gli scavi hanno portato alla luce diverse sepolture.
“Sono stati trovati reperti perché con uno scavo della Soprintendenza sono state trovate un sacco di sepolture sotto i vari strati di pavimenti delle chiese precedenti. Quello che secondo me è la particolarità, e che spero non si perda e non venga dimenticata, è che la chiesa è affrescata con gli affreschi di Guido d’Aranzo“, aggiunge Ammirati.
Il riconoscimento del FAI è arrivato anche grazie al lavoro dei volontari che negli anni hanno promosso la candidatura del complesso.
La raccolta delle firme è stata avviata alcuni anni fa, anche grazie al coinvolgimento delle scuole del territorio.
“Tutti questi voti e questo interessamento li dobbiamo a una squadra di appassionati, di volontari, il Comitato della Madonna dei Fanghi – spiega Simona Savona, portavoce del Comitato –. Noi rappresentiamo il Santuario della Madonna dei Fanghi, quindi quello che facciamo lo facciamo per il nostro santuario, però nel nostro Statuto, tra le varie cose che vengono elencate, c’è anche la tutela del territorio, la conservazione delle tradizioni del nostro luogo e dei beni che abbiamo”.
“Qualche anno fa, anche con il presidente Mattia Ricermo, si è deciso di raccogliere le firme e di darsi da fare con le persone del Comitato. Abbiamo raccolto questo ingente numero di firme andando in giro con i banchetti, online e soprattutto con il supporto delle scuole del territorio” continua Savona.
L’obiettivo del Comitato è ora proseguire il percorso di valorizzazione del complesso. Il riconoscimento ottenuto attraverso il censimento non corrisponde infatti automaticamente a un finanziamento. Il progetto presentato al FAI riguarda in particolare l’illuminazione artistica del chiostro.
“Questo è il censimento precedente a quello che c’è attualmente, quindi questo è il dodicesimo censimento. Una volta raccolte le firme c’è la fase in cui si presenta il progetto. Il progetto è stato presentato con il titolo ‘Incipe in luce’, suggerito un po’ da quella che è la dottrina degli Agostiniani, per cui l’inizio è nella luce. Abbiamo preso spunto da questo. Purtroppo i fondi del FAI l’anno scorso erano limitati. Hanno in qualche modo detto che il nostro progetto era valido, sarebbe stato validato sicuramente, ma non c’erano abbastanza fondi e quindi quest’anno ci riproviamo”.







