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Tra poco saranno passati dieci anni dal primo grande evento alluvionale che ha segnato profondamente Mendatica e il territorio di Monesi. Era il 2016 quando una notte di forte maltempo rimise in movimento una vasta frana, interrompendo i collegamenti e costringendo all’evacuazione dell’abitato. Il forte accumulo d’acqua mise in movimento una frana quiescente ormai da anni, per un areale di frana di circa 12 milioni di metri cubi di montagna. Una situazione che ha avuto conseguenze immediate per il territorio.

“La frana ha praticamente, letteralmente diviso quello che era il capoluogo dalle frazioni, con l’interruzione di quelle che erano le strade provinciali con la Regione Piemonte e con tutte le nostre frazioni che sono oltre l’abitato di Monesi”, racconta il sindaco del paese, Graziano Floccia. “Questo comportò l’immediata evacuazione del paese, che è ancora oggi gestito con un’ordinanza temporanea, perché non tutto l’anno si può pernottare, anche se le case comunque sono state rivisitate e sistemate per quello che si poteva. Abbiamo ancora una zona rossa, stiamo facendo una serie di interventi. L’amministrazione e le amministrazioni passate, di cui io ne ho fatto parte, hanno lavorato tanto per ripristinare e progettare degli interventi”.

Tra i progetti più importanti per mitigare il fenomeno franoso c’è quello relativo alla realizzazione di pozzi drenanti.

“Abbiamo un grosso intervento molto ambizioso, ma che cercheremo di mettere a terra per lotti, dove andremo a realizzare dei pozzi drenanti sotto l’areale di frana per contenere quello che è il movimento. Perché una frana di quelle dimensioni, come si può ben capire, non si può frenare, ma si può mitigare e si può convivere poi con tutti i sistemi di sicurezza”.

Il percorso di ricostruzione ha subito però una nuova battuta d’arresto nel 2020, con la tempesta Alex.

“Noi avevamo i cantieri aperti nel 2016, ovviamente con un grande supporto di Regione Liguria, che ha cofinanziato la maggior parte di quegli interventi. Nel 2020 arriva la seconda ondata della tempesta Alex e ovviamente picchia anche su quei territori, per cui una buonissima parte di quegli interventi e di quei cantieri ce l’ha distrutto completamente e abbiamo di nuovo ricominciato da capo”.

Nonostante le difficoltà, il sindaco sottolinea la capacità della comunità di ripartire dopo queto ulteriore evento catastrofico.

“Quello che io mi vanto di dire è che la mia popolazione, i miei volontari e il territorio di Mendatica sicuramente non si fermano di fronte a questi eventi. Ovviamente li subiscono, ma ricominciano da capo con tanta buona volontà e passo dopo passo cercano di rimettere a posto le cose”.

La ripresa delle attività

Accanto agli interventi sul territorio, Mendatica sta cercando di recuperare anche quella vitalità che negli anni si era progressivamente ridotta. L’obiettivo dell’amministrazione è stato quindi quello di cercare di riportare nuove attività in paese.

“La testimonianza è proprio del capoluogo di Mendatica”, spiega Floccia, “dove effettivamente noi avevamo negli anni d’oro due macellerie, due negozi di alimentari, attività agrituristiche, avevamo alberghi. Poi purtroppo i tempi, quello che ci siamo detti, le alluvioni e il Covid hanno fatto sì che tutto questo purtroppo venisse pian piano chiuso. L’intento della nostra amministrazione, su cui abbiamo lavorato dal primo giorno, io sono sindaco da due anni e comunque avevamo già cominciato a lavorare con la precedente amministrazione in continuità, era proprio quello di riaprire un’attività e di ridare di nuovo vita a questo paese”.

Un obiettivo raggiunto anche attraverso l’acquisto di un immobile da parte del Comune e il successivo affidamento della gestione di quella che oggi è una pizzeria.

“Avevamo un immobile in paese di proprietà privata, ci siamo guardati negli occhi con i consiglieri comunali e con la popolazione, perché io condivido sempre quelle che sono le scelte importanti per il paese con tutti, e abbiamo deciso di acquistarlo come Comune e di darlo in gestione. Oggi noi dal mese di aprile abbiamo una pizzeria che comunque serve un numero considerevole di coperti, abbiamo sempre gente anche in settimana e questo ci dà veramente molta forza di dire: ci siamo riusciti a raggiungere un obiettivo”.

La ripartenza riguarda anche la frazione di Valcona Soprana, con l’affidamento del punto di sosta e ristoro rimesso a nuovo e inaugurato a luglio 2024.

“Il mio auspicio è di continuare ad andare avanti e di cercare di far crescere questo paese”, afferma il sindaco.

Cinque nuovi bambini e il lavoro da remoto

Tra i segnali positivi indicati dal sindaco c’è anche quello demografico. Negli ultimi cinque anni, a Mendatica sono stati registrati cinque nuove nascite.

“L’età media di Mendatica è molto elevata, però il fatto di avere cinque bambini ha fatto sì che anche come Unione dei Comuni abbiamo lavorato per aprire una nuova sezione di asilo nido alla scuola di Castello di Pornassio e abbiamo dieci posti per questi bambini che comprendono tutto l’areale degli undici Comuni della valle”.

Per Floccia è il segnale che l’entroterra può ancora rappresentare una scelta di vita.

“Questo vuol dire che comunque c’è movimento, c’è voglia di ritorno, perché comunque non vuol dire che l’entroterra è un posto isolato. L’entroterra è un posto tranquillo, è un posto dove si può lavorare”.

“Oggi abbiamo della strumentazione dove si può lavorare in remoto, dove si può lavorare in tranquillità ed essere collegati col mondo e ovviamente bisogna amare l’entroterra. Questo mi dà forza di vedere comunque che la gente vuole ritornare, ci sono state un sacco anche di transazioni, di acquisti di nuove abitazioni e questo secondo me è un trend più che positivo”.

In paese è stata inoltre realizzata un’area di coworking, nei locali della biblioteca vicino al Comune.

“Uno, se vuole venire a lavorare a Mendatica e non ha la rete internet, viene e si collega sulla rete comunale e comunque può lavorare con quelli che sono i suoi uffici in remoto”.

A quasi dieci anni dal primo grande evento alluvionale, quindi, Mendatica continua a fare i conti con le ferite lasciate sul territorio, ma guarda anche alla ricostruzione e ai nuovi segnali di vitalità, resi anche in un certo senso simbolici dal ritorno, negli ultimi anni di due amatisime feste della zona: il Palio delle Capre, che si svolgerà a settembre e la Festa della Cucina Bianca“, ritornata dopo 7 anni dall’ultima edizione.

Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa al sindaco Floccia.