Si è conclusa ieri sera l’edizione 2026 di Strigora, con lo spettacolo teatrale itinerante “Il viaggio della strega”, che ha accompagnato il pubblico nelle vie e nelle piazze di Triora attraverso una storia fatta di magia, fantasia, suggestioni e riferimenti alla storia della stregoneria.
Lo spettacolo, scritto e diretto da Giorgia Brusco, ha rappresentato l’appuntamento conclusivo della manifestazione, proponendo quest’anno una formula diversa rispetto alle precedenti edizioni. Una storia unica, sviluppata lungo un percorso attraverso il paese, con gli attori chiamati a rimanere nei propri personaggi per tutta la durata della rappresentazione e a guidare il pubblico nelle diverse tappe.
“Ogni anno cerchiamo sempre di proporre qualcosa di nuovo per Strigora, ogni anno scriviamo uno spettacolo ad hoc e quest’anno ci è venuta questa idea di uscire un po’ da quello che abbiamo fatto in questi anni e quindi mischiare la storia, i fatti veramente accaduti, un po’ più avanti di quelli che sono stati i processi di stregoneria”, racconta Giorgia Brusco.
La storia di “Il viaggio della strega” è stata ambientata nel 1683 e ha intrecciato elementi d’epoca e fantasia, anche grazie alla consulenza storica di Lorella Bertazzo.
Il pubblico è stato così condotto in un percorso alla scoperta della vicenda di Guenda, una giovane costretta ad assistere all’esecuzione della donna che l’aveva allevata e cresciuta, accusata dal paese di essere una strega e ritenuta responsabile della carestia e delle epidemie. Da quel momento, un evento inatteso ha dato inizio a un viaggio attraverso il quale la protagonista ha scoperto la verità sulla propria storia e poteri fino a quel momento sconosciuti.
Una delle principali differenze di questa edizione rispetto alle scorse è stata proprio la scelta di costruire un unico racconto itinerante, invece di proporre diverse postazioni indipendenti nelle piazze del paese. Non una novità, ma una scelta suggestiva e azzeccata.
“Questa volta abbiamo voluto fare una storia unica che è stata molto impegnativa dal punto di vista organizzativo e di scrittura”, ha sottolineato Brusco. “I nostri attori sono stati veramente molto bravi perché erano sempre dentro al personaggio per tutta la durata dello spettacolo e non è facile comunque condurre il pubblico stando dentro al proprio personaggio. Quindi è stata un po’ una sfida e ogni anno cerchiamo di alzare l’asticella”.
Lo spettacolo ha coinvolto gli attori del Collettivo Ligure Arti Performative, con partenze a fasce orarie da piazza Tommaso Regio e il pubblico accompagnato lungo le diverse tappe del racconto.
Nel cast Giulio Castellano, Roberto Ferraro, Martina Karoff, Fiorenza Biga, Simona Alauria, Vittorio Falchi, Marinella Faedda, Enrico Farinetti, Consuelo Benedetti, Laura Tibald, Massimiliano Antonelli, Serena Tutino, Fabio Callea, Ambra Ghiglione, Silvia Nappini, Maria Capraro, Samuel Grillo, Giustella Semeria e Brigida Melga. A interpretare la protagonista Guenda si sono alternate Caterina D’Angelo, Ilaria Pettinelli, Marlene Bruzzone e Diletta Genovese.
La realizzazione dello spettacolo è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione della Pro Triora, dell’instancabile Silvano Oddo e del Comune di Triora, oltre al contributo di Luciana Isola e del Rione Santa Lucia di Taggia per i costumi e del Gruppo Teatrale L’Attrito, che ha ospitato la compagnia per le prove.








