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Non è stato un semplice concerto e nemmeno una tradizionale intervista. È stato un viaggio nella musica, fatto di ricordi, risate e tanta energia. Così Rita Pavone ha inaugurato ieri sera a Diano Marina, davanti a un Molo delle Tartarughe gremito, la terza edizione di ‘Incontri ravvicinati con la musica‘, rassegna ideata da Stefano Senardi che, dopo il successo delle prime due edizioni, è tornata nella città degli aranci confermando la sua formula vincente: raccontare la musica attraverso le storie dei suoi protagonisti.

Ad accogliere l’artista, in dialogo con la giornalista Gaia Ammirati, c’erano il sindaco Cristiano Za Garibaldi e gli assessori Luca Spandre e Sabrina Messico. Tra il pubblico anche il procuratore di Imperia Alberto Lari. Tantissimi spettatori hanno seguito con partecipazione una serata divisa in tre momenti, alternando musica dal vivo e parole.

Le parole di Rita Pavone

“Ho 80 anni, sono alta un metro e 54, ma ho ancora un buon orecchio”, ha scherzato Rita Pavone, conquistando immediatamente la platea con quella spontaneità che da sempre la contraddistingue. Sul palco ha dato tutta se stessa, passando da ‘Donne ferme, donne che camminano’ a ‘Fortissimo’, da ‘To Love Somebody’ fino a cavalli di battaglia come ‘La partita di pallone’ e l’immancabile “inno” ‘Cuore’, cantata da tutto il pubblico.

Gli inizi 

Il cuore della serata è stato il racconto. Un dialogo che ha riportato indietro agli inizi di una carriera nata grazie alla determinazione di un padre che non ha mai smesso di credere nel talento della figlia. “Io devo tutto a mio padre”, ha raccontato emozionata. “Era convinto che avessi qualcosa di speciale. Giravamo Torino in Lambretta, con lui davanti e io dietro. Scriveva lettere ai gestori dei locali chiedendo soltanto una cosa: ascoltate mia figlia. Quando mi vedevano restavano perplessi, sembravo sempre molto più piccola. Papà rispondeva: se non vi piace potete anche interrompere il contratto, ma prima ascoltatela”.

‘Festival degli Sconosciuti’

Padre e figlia affrontavano il freddo, percorrevano chilometri e condividevano ogni piccola conquista. “Quando riuscivamo a ottenere una serata era una vittoria nostra, insieme”. Fu sempre il padre, senza dirlo nemmeno alla famiglia, a iscriverla al ‘Festival degli Sconosciuti‘, il primo vero talent della televisione italiana. Da quel momento la sua carriera è decollata. Negli anni Sessanta è diventata una delle icone della musica italiana, protagonista dei grandi varietà del sabato sera, capace di conquistare anche il pubblico internazionale.

Teddy Reno

Poi la scelta dell’amore. Con grande tenerezza ha ricordato l’incontro con Teddy Reno, il matrimonio e una storia che dura da 58 anni che ha saputo attraversare tutte le critiche e i pettegolezzi a causa della loro differenza d’età (19 anni) e del fatto che lui fosse già divorziato con un figlio. 

Festival di Sanremo

Immancabile la domanda sul Festival di Sanremo. “Per tanti anni ho mandato canzoni che non venivano scelte. Continuavo però a scrivere e a credere nel mio lavoro. Poi mio figlio mi propose ‘Niente (Resilienza 74)’. Amadeus la ascoltò e mi disse sì. Così, dopo 38 anni, sono tornata sul palco dell’Ariston. Avevo 74 anni. La resilienza, ha spiegato, è sempre stata la sua forza: “Questo mestiere mi dà gioia. Ho sempre voluto continuare a fare musica”. E sul futuro non chiude affatto la porta. Alla domanda se la rivedremo ancora al Festival di Sanremo, la risposta arriva immediata e con il sorriso: “Ci proverò. Manderò ancora una canzone“.

Ideata e curata da Stefano Senardi e organizzata in collaborazione con Intersuoni BMU Music di Ettore Caretta, la rassegna prevede incontri con esibizioni dal vivo e momenti di dialogo tra artisti e pubblico. La manifestazione è promossa dal Comune di Diano Marina e dal sindaco Cristiano Za Garibaldi, con il patrocinio di SIAE, Club Tenco e Rockol.

Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Rita Pavone e le immagini della serata.