default

Questa mattina a Sanremo, presso l’istituto penitenziario di valle Armea, si è svolta la riunione sindacale insieme all’USPP (Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria) per parlare delle condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria, mettendo in risalto quelle che sono le criticità e le problematiche che interessano il personale. L’incontro si inserisce nell’ambito di due giornate dedicate, durante le quali sono visitati gli istituti penitenziari di Sanremo e Imperia.

Carenze di organico, sovraffollamento, turni prolungati e assenza di figure dirigenziali stabili: sono le principali criticità emerse durante la visita dell’USPP all’istituto sanremese.

Il presidente nazionale Giuseppe Moretti richiama l’attenzione sulle condizioni di lavoro degli agenti: “Le carceri sono in sofferenza e con esse tutto il personale, chiamato a supplire a carenze di organico ormai stratificate”. Secondo i dati citati dal sindacato, a fronte di una pianta organica generale di 42mila unità, oggi sarebbero in servizio circa 36mila agenti, mentre una precedente analisi del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria avrebbe stimato un fabbisogno di 57mila unità.

Un divario che, secondo Moretti, si traduce in una crescente pressione sugli operatori delle sezioni detentive: “Al carico di lavoro si aggiunge il sovraffollamento, che qui è significativo. Questi numeri complicano fortemente il lavoro del personale e comprimono anche i diritti contrattuali”.

Sul dibattito relativo a possibili provvedimenti per ridurre la popolazione carceraria, il presidente nazionale chiarisce la posizione dell’USPP: “Siamo per la certezza della pena. Ogni intervento deve garantire che questo principio non venga intaccato”. La priorità, per il sindacato, è verificare i posti di servizio da coprire, rivedere le dotazioni organiche e colmare il divario lasciato negli anni dal blocco del turnover. “Chiediamo attenzione per il personale: bisogna evitare turni prolungati e che lo straordinario diventi ordinario, garantendo sicurezza e condizioni adeguate per svolgere i compiti istituzionali”, afferma Moretti.

Sanremo e Imperia senza direttori titolari

A soffermarsi sulla situazione è il segretario regionale USPP Guido Pregnolato, che annuncia il proseguimento del sopralluogo: “Sanremo e Imperia sono due istituti importanti nel Ponente ligure. È ormai certo che anche Sanremo sarà privo di un direttore titolare, situazione che Imperia vive già da diversi mesi. L’attuale comando è affidato temporaneamente a un neo funzionario, che deve essere supportato dall’amministrazione penitenziaria”.

L’USPP chiede che la prossima assegnazione dei nuovi agenti tenga conto delle esigenze dei due istituti. “Auspichiamo un riconoscimento per il lavoro svolto nell’ultimo anno. Sanremo ha attraversato una fase emergenziale, affrontata con un intervento importante dell’amministrazione regionale, ma non per questo può essere lasciato senza supporto”.

Turni e indennità: aperte vertenze sindacali

Il sindacato riferisce inoltre di aver ricevuto segnalazioni dal personale su difficoltà nella gestione dei servizi, dei turni e delle risorse economiche. Pregnolato parla di “zone d’ombra” sulle attribuzioni di alcune indennità e precisa che l’USPP ha già avviato specifiche vertenze, al momento senza riscontro. “Chiederemo delle risposte alla direzione e speriamo di averle. Altrimenti, le nostre vertenze, che ormai da troppo tempo sono rimaste senza risposta, anche in maniera ingiustificata, dovremo spostarle in altre sedi, purtroppo. Ma io credo e confido nell’amministrazione penitenziaria”.

Nel mirino anche l’organizzazione oraria: “A Sanremo i turni contrattuali di sei ore non esistono più: il lavoro è strutturato sulle otto ore. Nonostante lo straordinario venga svolto con continuità, molti colleghi non vedono riconosciute a fine mese le ore effettuate, a causa dello sforamento delle risorse disponibili”, dice Pregnolato.

Pregnolato riconosce infine il miglioramento sul fronte della sicurezza: “Gli eventi critici sono diminuiti in modo vertiginoso e oggi il poliziotto può svolgere il proprio lavoro. Ma resta necessario intervenire sulla gestione dei servizi e dei turni”, conclude.