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Durante le giornate dell’Expo Valle Arroscia, in corso a Pieve di Teco, Riviera Time ha incontrato alcuni dei protagonisti della manifestazione, tra realtà agricole, produttori locali e istituzioni.

Tra le novità presentate dal Comune c’è la scuola di musica per giovani, nata dalla collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Pieve di Teco. L’iniziativa, racconta la vicesindaco Rosanna Zunino, è nata quasi per scherzo, ma ha raccolto in soli due giorni quasi 50 iscrizioni. Un risultato accolto con soddisfazione anche dalla dirigente scolastica Serena Carelli, che ha inserito il campus musicale nel Piano Estate dell’istituto.

Spazio quindi alle eccellenze enogastronomiche della valle. L’Azienda Agricola Il Cascin di Arzeno d’Oneglia, a Cesio, ha portato all’Expo vini rossi e bianchi, olive in salamoia e olio extravergine d’oliva. Il titolare Gino Lazzarini ha sottolineato l’attenzione dell’azienda alla qualità e ricordato la recente medaglia d’oro ottenuta in un concorso internazionale. Particolarmente apprezzato il Pigato, ormai vicino all’esaurimento delle scorte, insieme a Granaccia, Rossese e agli altri vini del territorio. Buone anche le prospettive per la nuova vendemmia e per la produzione di olio.

Non poteva mancare l’aglio di Vessalico, rappresentato dall’Azienda Agricola Il Soffione di Andrea Ferrari. Per i produttori, quella di quest’anno è stata una buona annata, favorita anche dalle condizioni della primavera e da una maggiore disponibilità di tempo da dedicare alle coltivazioni.

Ancora vino con l’Azienda Agricola Patrone Paolo, presente con l’Ormeasco di Pornassio. Come spiegato da Patrone, la cantina rappresenta una particolarità della denominazione, potendo produrre Ormeasco al di fuori dei confini della DOC grazie alla particolare composizione societaria legata alla Valle Arroscia.

Tra le produzioni più particolari dell’Expo c’è poi l’aglio nero dell’Azienda Agricola Osvaldo Maffone, prodotto dal 2018 attraverso un processo di trasformazione dell’aglio a temperature comprese tra i 60 e i 90 gradi per circa 20 giorni.

Da Molini di Triora arriva invece Clorìs, realtà agricola specializzata nella coltivazione dello zafferano e nella produzione di derivati. Luca Papalia ha spiegato la scelta di commercializzare lo zafferano esclusivamente in pistilli, una forma più facilmente riconoscibile e meno esposta alle contraffazioni rispetto alla polvere. Dallo zafferano nascono anche miele d’acacia, biscotti e tisane, mentre sulle fasce recuperate dall’abbandono è stata avviata anche la coltivazione della lavanda.

Infine, la Tenuta Maffone, con Eliana Maffone, racconta un percorso lungo 16 anni dedicato al recupero di vigneti abbandonati e alla valorizzazione della Valle Arroscia. Un’attività nata, più che da una logica economica, da un forte legame con il territorio e con la terra degli antenati. La partecipazione alle manifestazioni locali, come l’Expo, rappresenta per l’azienda un ulteriore modo per contribuire alla vita della comunità.

L’Expo Valle Arroscia si conferma così una vetrina capace di riunire tradizioni, agricoltura, produzioni enogastronomiche, cultura e nuove iniziative, mettendo al centro le realtà che ogni giorno contribuiscono a mantenere vivo l’entroterra.