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Al Casinò di Sanremo un collegamento significativo tra Roma e Sanremo, tra il mondo del giornalismo e quello della scuola, tra la memoria di Eugenio Scalfari e le nuove generazioni. I Martedì Letterari hanno ospitato un intenso omaggio al fondatore de “La Repubblica“, nel cinquantesimo anniversario della nascita del quotidiano, con la partecipazione di Carlo Bonini, vicedirettore della testata, e con il contributo degli studenti del Liceo Cassini di Sanremo e del Liceo Mamiani di Roma.

Bonini ha ricordato il significato storico e umano dell’appuntamento, sottolineando come la ricorrenza fosse irrinunciabile: “Un’occasione che non poteva essere mancata. E sono i cinquant’anni della fondazione di Repubblica”.

Particolarmente significativo il ruolo del Liceo Classico Cassini, istituto frequentato da Scalfari negli anni della giovinezza e protagonista dell’evento con interviste e approfondimenti, tra cui il contributo dedicato a Daniela Cassini, figura simbolicamente legata alla storia dell’istituto e del territorio. Il Liceo Cassini è stato un momento importante per la vita di Eugenio Scalfari dove ha stratto una amicizia importante con Italo Calvino come ci ricorda Bonini.

Accanto al Cassini, anche il liceo classico di Roma ha partecipato con contenuti podcast, capaci di raccontare frammenti della vita di Scalfari: la nascita della vocazione giornalistica, la direzione di Repubblica, il rapporto con la contemporaneità e la capacità di leggere il futuro. I due licei Classici hanno intenzione di collaborare per progetti futuri.

Bonini ha inoltre ricordato quanto Sanremo sia stata decisiva nella formazione del fondatore della testata: “Qui probabilmente si decise molto della vita di Eugenio Scalfari”. Un passaggio che lega la storia personale dello scrittore e giornalista all’arrivo della famiglia in Liguria, quando il padre Pietro assunse la direzione del Casinò cittadino.

L’ultima riflessione è stata affidata alla memoria più intima: “Nell’ultima parte della sua vita questi ricordi sanremesi sono riemersi con una potenza che forse durante il resto della sua vita non aveva mai manifestato”. Parole che restituiscono la forza delle radici e il richiamo dei luoghi dell’adolescenza.

L’incontro si è così trasformato in una lezione di identità, informazione e cultura, nella quale studenti e professionisti hanno condiviso la responsabilità di tramandare il pensiero di uno dei protagonisti del Novecento italiano.