Aveva annunciato sui social, nella giornata di ieri, che avrebbe fatto comunicazioni importanti in Consiglio comunale. Così questo pomeriggio, in apertura dei lavori, il sindaco di Imperia Claudio Scajola ha quindi preso la parola per un lungo intervento legato all’inchiesta sul biodigestore di Taggia e alle notizie degli ultimi giorni riguardo le ricostruzioni pubblicate da La Stampa con le dichiarazioni dell’ex dirigente Michele Russo.
Le parole di Claudio Scajola
“Mi vedo costretto”, ha esordito Scajola, “a parlare mio malgrado, alla luce di quanto pubblicato riguardo l’inchiesta sul biodigestore. Mi conoscete, i cittadini mi conoscono, preferirei parlare del cambiamento di Imperia. Da troppo tempo viviamo in una città con un clima politico avvelenato dall’odio personale: il silenzio sarebbe complicità“.
Il primo cittadino ha quindi chiarito le proprie intenzioni: “Vi parlo non per difendere me stesso, l’ho già fatto nelle sedi opportune. Difendo il diritto dei cittadini a essere governati nella verità, contro la cultura del sospetto e della delazione. Ciò che è stato offerto è l’ombra della verità: frammenti giudiziari senza contesto, senza difesa“. Scajola ha poi rivendicato il rapporto con la stampa: “Ho grande rispetto per la stampa libera, presidio di democrazia. Non fuggo mai, anche nel confronto aspro. Alcuni consiglieri comunali chiedono le mie dimissioni con la stessa regolarità dell’oroscopo, non hanno di meglio da offrire alla città“.
Entrando nel merito delle contestazioni: “Si parla di un ‘sistema’ che avrei costruito, il ‘baffo’. In realtà è più semplice: io la chiamo supervisione necessaria, doverosa e legittima. Chi non vigila tradisce il mandato dei cittadini e lo rivendico con orgoglio. Chi guida la comunità deve vigilare: chiamarlo sistema mi addolora”. “Chi ha paura che il sindaco legga le determine dei dirigenti? Chi controlla è da guardare con sospetto e chi se ne lava le mani va bene? Ciò non mi appartiene. Chi ha delineato questo fantomatico sistema di pressione sui dirigenti ha sostenuto che il procuratore capo di Imperia sarebbe mio amico per un presunto favore legato al ministro Nordio. Il procuratore Lari ha già presentato querela per diffamazione aggravata, e anche io farò altrettanto”.
“Chiesto ai legali di riesaminare anche i tanti, troppi episodi precedenti che si sono verificati in passato in questa città”
“Non sporgerò querela perché amo i tribunali. È una passione che ho sempre lasciato volentieri ad altri, fare esposti, fare denunce.
Lo faccio perché da sindaco sento il dovere di dare un segnale alla mia comunità, di alzare la voce contro chi costruisce castelli di fango sperando e illudendosi che almeno un po’ di fango rimanga attaccato alla vittima predestinata che mi pare di cogliere abbia sempre un unico destinatario: Claudio Scajola. Tanti, troppi hanno sofferto e soffrono nella propria vita l’ingiusto peso di questo modo di fare. Ma la mia azione andrà oltre questo caso specifico. Ho chiesto ai legali, a questo punto, di riesaminare anche i tanti, troppi episodi precedenti che si sono verificati in passato in questa città, a danno di questa città non solo del suo sindaco”, ha dichiarato.
“Quanto all’inchiesta sul biodigestore non ho paura del giudizio. Anzi, a questo punto lo auspico. Sono convinto che davanti a un giudice terzo indipendente si potrà separare la verità dalle ricostruzioni false, indotto aimè dalle solite manine. A tempo debito porterò ulteriori elementi di questa vicenda all’attenzione vostra e della città, di questo consigli comunale. Elementi che, ne sono certo, cambieranno la prospettiva e faranno molto riflettere e preoccupare qualcuno di voi. Lo ripeto: la verità non ha fretta. Ma arriva sempre”, ha concluso.
Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Scajola.







