L’accorpamento del 118 in Liguria entra nel vivo- non senza polemiche– e ha una data: il 29 aprile. A confermarlo è stato l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, intervenuto questa mattina al convegno ‘Riforma della Sanità Ligure: Dibattito sul futuro di un cambiamento epocale’, organizzato dalla CISL FP Liguria alla Biblioteca civica Leonardo Lagorio di Imperia.
Tra i temi centrali del confronto, infatti, il trasferimento della centrale operativa del 118 da Imperia a Genova, primo passo verso la creazione di una centrale unica regionale prevista entro la fine dell’anno.
Le parole di Massimo Nicolò
“L’avvio operativo è fissato per il 29 aprile – ha spiegato Nicolò – ma il percorso è già iniziato. Entro fine anno tutte le centrali confluiranno in un’unica struttura, come è ragionevole per una regione da un milione e mezzo di abitanti“. Un modello già sperimentato con l’accorpamento della centrale del Tigullio, che – ha sottolineato – “non ha creato problemi: i cittadini non se ne sono nemmeno accorti“, ha commentato l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò.
L’assessore ha inoltre respinto le polemiche legate ai timori sui tempi di intervento: “La conformazione territoriale non può dipendere dal fatto che chi risponde al telefono sia a Imperia, Savona o Spezia. Se fosse così, ci sarebbe davvero da preoccuparsi”. E sulle proteste: “Non hanno alcun fondamento”.
Le parole di Claudio Scajola
Di segno diverso la posizione del sindaco di Imperia e presidente della Provincia Claudio Scajola, che ha criticato la scelta di partire proprio dal territorio più periferico. “Le competenze sono accentrate a Genova – ha dichiarato – ma forse sarebbe stato meglio iniziare da lì. O si parte tutti insieme, quando si è pronti, oppure si comincia dalla realtà più semplice. Imperia è la più lontana e quella con maggiori difficoltà: non è stata una scelta buona“.
A difendere il progetto è intervenuto anche il direttore generale ATS Liguria, Marco Damonte Prioli, che ha inquadrato l’operazione in un processo già avviato: “Eravamo una regione anomala con cinque centrali operative. Anche regioni più popolose ne hanno meno”. Secondo Prioli, l’innovazione tecnologica consente oggi di garantire un servizio efficiente anche con una gestione centralizzata.
Quanto alle preoccupazioni dei territori, il direttore ha ribadito che “le automediche restano sul territorio, l’elicottero rimane ad Albenga e i tempi di intervento non cambiano assolutamente”. Il personale, inoltre, non sarà trasferito a Genova ma ricollocato nei servizi locali. “Una parte delle polemiche è strumentale“, ha concluso.
Dal fronte sindacale, il segretario generale CISL FP Liguria Gabriele Bertocchi ha evidenziato come la riforma fosse già prevista, pur con alcune modifiche nel cronoprogramma. “Per il personale non ci sono criticità: tutti gli operatori saranno reinseriti, anche sui mezzi infermierizzati, aumentando la presenza sul territorio“. Più cautela invece sugli effetti concreti: “Bisognerà verificare la ricaduta reale. È fondamentale che funzionino i sistemi informatici e di geolocalizzazione: senza quelli, il sistema non può partire“.








