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Anche quest’anno via Carducci a Imperia si è trasformata in una straordinaria opera d’arte a cielo aperto in occasione del Corpus Domini, grazie alla storica infiorata realizzata dalla Compagnia di via Carducci, una consuetudine che affonda le proprie radici nel 1988 e che rappresenta una delle tradizioni più sentite del quartiere.

Un appuntamento che negli anni è diventato un simbolo della città e che conserva una caratteristica unica: è infatti l’unica infiorata realizzata in discesa in tutta la provincia di Imperia.

L’edizione di quest’anno è stata dedicata al tema della pace, un messaggio forte e attuale in un periodo storico segnato da numerosi conflitti internazionali.

La direttrice artistica Nicoletta Oreggia ha spiegato il significato dell’opera: “Nel 2026 purtroppo le guerre stanno aumentando notevolmente e questo è il nostro messaggio. La via è stata infiorata per 110 metri e riporta la parola pace scritta in varie lingue, per significare la pace nel mondo”.

Il lungo tappeto floreale, largo circa quattro metri, accompagna i fedeli lungo tutta la salita di via Carducci fino all’altare allestito nella parte alta della strada, dove durante la processione viene celebrato un momento di preghiera.

Una tradizione che dura dal 1988

La manifestazione è nata insieme alla Compagnia di via Carducci, fondata nel 1988. Da allora, anno dopo anno, l’infiorata è cresciuta fino a occupare quasi interamente il percorso che collega via Cascione alla sommità della strada.

“Abbiamo superato la trentesima edizione”, ha raccontato Nicoletta Oreggia. “Ogni anno l’infiorata è diventata sempre più grande”.

Dietro la spettacolare composizione floreale si nasconde un lavoro lungo e complesso che coinvolge decine di volontari.

Il presidente della Compagnia di Via Carducci, Quinto Spanato, ha sottolineato l’impegno necessario per realizzare l’evento: “La preparazione comincia già a fine febbraio. È un lavoro lento e laborioso perché c’è tantissimo materiale da preparare”.

Quest’anno, inoltre, gli organizzatori hanno dovuto fare i conti con una minore disponibilità di fiori: “Siamo un’associazione senza scopo di lucro e utilizziamo soprattutto materiale che ci viene donato. La floricoltura è cambiata molto negli anni e trovare fiori è sempre più difficile. Per questo utilizziamo anche segatura colorata e materiali alternativi”.

Il valore del volontariato

Nonostante le difficoltà, la manifestazione continua a vivere grazie alla passione di un gruppo di volontari che ogni anno dedica tempo ed energie all’organizzazione: “Siamo sempre i soliti volenterosi”, osserva Spanato. “È un peccato perché questa è una bellissima manifestazione e meriterebbe di avere sempre più persone coinvolte per garantirne il futuro”.

Un appello raccolto anche da Nicoletta Oreggia, che ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera: “È un momento conviviale dove moltissime persone partecipano e condividono non solo il lavoro, ma anche un messaggio di pace e di comunità”.

La processione e il momento più atteso

Dopo mesi di preparazione arriva infine il momento culminante: la processione del Corpus Domini, durante la quale il parroco percorre il tappeto floreale impartendo la benedizione ai fedeli.

“Tutto questo lavoro dura mesi”, conclude Quinto Spanato, “ma la sua resa si concentra in pochi minuti durante il passaggio della processione. Però ne vale sempre la pena, perché per noi è una grandissima soddisfazione”.

Una tradizione che continua a rinnovarsi anno dopo anno e che, attraverso i colori dei fiori, riesce ancora a trasmettere un messaggio di fede e spiritualità.