Riforma sanità ligure

Definita epocale, quanto delicata e al centro di numerose critiche, la riforma della sanità ligure è stata al centro del convegno svoltosi questa mattina alla Biblioteca Civica Leonardo Lagorio di Imperia. L’incontro, dal titolo ‘Riforma della Sanità Ligure: Dibattito sul futuro di un cambiamento epocale’, è stato promosso dalla CISL FP Liguria.

Tra i presenti Gabriele Bertocchi, segretario generale CISL FP Liguria, Claudio Scajola, presidente della Provincia e sindaco di Imperia, Massimo Nicolò, assessore regionale alla Sanità, Paolo Bordon, direttore generale Area Salute e Servizi Sociali della Regione, e Marco Damonte Prioli, direttore generale ATS Liguria. A moderare l’incontro Guido Filippi. Assente il presidente della Regione Marco Bucci.

Tra il numeroso pubblico anche rappresentanti istituzionali del territorio, tra cui il vicesindaco di Sanremo Fulvio Fellegara, l’assessore regionale Luca Lombardi e il presidente del consiglio comunale di Imperia Simone Vassallo.

Riforma sanità ligure

Le parole di Gabriele Bertocchi: “Rteniamo che una riforma di questo tipo aveva bisogno un po’ più di essere elaborata”

“Oggi ci confrontiamo come abbiamo già fatto a Genova e come faremo su tutti i territori per vedere quella che è la ricaduta di questa riforma che noi abbiamo intitolato epocale perché chiaramente è una riforma molto strong, si passa da 5 aziende a una sola azienda. È chiaro che l’accentramento può avere dei vantaggi ma anche molti svantaggi, quindi noi vorremmo capire stamattina a che punto siamo sia nell’organizzazione ma soprattutto quello che è la ricaduta sul servizio ai cittadini e soprattutto quello che sono le condizioni di lavoro di tutti gli operatori, infermieri, tecnici, amministrativi”, ha esordito ai nostri microfoni Gabriele Bertocchi, segretario generale CISL FP Liguria.

“Noi siamo un po’ critici sui tempi nel senso che riteniamo che una riforma di questo tipo aveva bisogno un po’ più di essere elaborata. Questa accelerazione qualche problema lo sta creando e vorremmo capire col sindaco stamattina di Imperia anche quello che è la ricaduta vera poi sui singoli territori perché un accentramento forte così tende un po’ a lasciare i territori un po’ meno seguiti secondo noi. Però vediamo stamattina quello che sono i ritorni: oggi è Imperia, l’abbiamo fatto a Genova, lo faremo a Spezia, lo faremo a Savona e sentiremo quelle che sono le difficoltà”, ha proseguito.

Le parole di Massimo Nicolò: “Serve una fase di rodaggio”

“Non pensavamo che il 2 gennaio le cose potessero cambiare magicamente, ma l’abbiamo sempre detto: abbiamo bisogno di una fase di avviamento, di rodaggio, è quello che stiamo facendo. Stiamo lavorando proprio per cercare di portare avanti tutto quello che ce l’avevamo prefissato, perché il cambiamento non si fa mai dall’oggi al domani. Questa è una cosa per noi già chiara. Non pensavamo che le cose potessero cambiare improvvisamente, però ci stiamo impegnando, stiamo lavorando sia con gli uffici di ATS Liguria in particolare per tutte le riorganizzazioni sovra-aziendali per migliorare“, ha dichiarato Massimo Nicolò, assessore regionale alla Sanità.

Le parole di Marco Damonte Prioli: “Identità territoriali salvaguardate”

Marco Damonte Prioli, direttore generale ATS Liguria, ha commentato: “Questa importante riforma mette insieme tutte le ex aziende territoriali, però salvaguardando quella che è l’identità dei vari territori. Sono state lasciate le aree, quindi le ex aziende sanitarie locali si sono trasformate in area, però hanno sempre un direttore, quindi una persona che riesce a presidiare sia la parte di fornitura dei servizi, di attivazione dei servizi sul territorio, sia anche il rapporto con il tessuto sociale e politico delle varie aree. Credo che sia veramente uno dei punti vincenti di questa riforma, perché non si tratta di accentrare tutto a Genova, come ho sentito in questo periodo, no: si tratta di fare una opera di efficientamento di quelli che possono essere i servizi a supporto della sanità per riuscire a dare più servizi e più risorse ai servizi per i cittadini.

Le parole di Claudio Scajola: “Sanità e sociale finalmente insieme”

Più articolato l’intervento del sindaco e presidente della Provincia di Imperia, Claudio Scajola: “Quando si cambia è sempre difficile perché ci si abitua a quello che si è, anche se le cose non vanno bene. Ora tutti hanno contestato la gestione della sanità in Liguria perché non c’erano i servizi sufficienti e necessari per tanti motivi. Il cardine di questa riforma, che io vedo positiva, è di aver messo di nuovo insieme, anzi per la prima volta insieme, la sanità e il sociale, perché la riforma sanitaria è stata fatta nel 1980 quando la situazione degli anziani era ben diversa”.

Il sociale è stato scaricato sui comuni che non lo possono reggere e quindi nelle famiglie c’è un problema molto grosso. Era necessario mettere insieme con una riforma che desse spazio pari in qualche modo fra il sociale e la sanità. C’è da fare tantissimo, è stata fatta molto di corsa, bisogna lavorare per calarla a terra in senso positivo, ma non possiamo chiudere gli occhi di fronte alle famiglie che hanno anziani e che questi anziani fanno una vita difficile perché non c’è le tutele necessarie”, ha continuato il presidente della Provincia.

“Le liste di attesa si sono molto accorciate ed è un fatto positivo”

“Nel contempo il primo risultato che ritengo positivo è stato quello che le liste di attesa si sono molto accorciate ed è un fatto positivo. C’è da fare tanto, ma soprattutto stiamo attenti che, come è giusto che sia accentrata la programmazione e anche i budget di spesa assegnati ad ogni realtà territoriale, non si può neanche pensare che se devi spostare un impiegato amministrativo la realtà locale debba chiedere il permesso all’autorità centrale della Regione. Quindi c’è da fare con celerità le linee guida, dove siamo in ritardo perché la riforma prevede che entro 90 giorni ci dovrebbero essere le linee guida e le istruzioni relative. Le cose vanno viste per migliorarle: se invece lo facciamo solo per fare polemiche non facciamo l’utilità delle persone, ha concluso.