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Per il comune di Diano Arentino, anche questa estate è stata caratterizzata da interruzioni del servizio idrico, difficoltà nell’approvvigionamento e disagi che hanno costretto molti residenti a organizzare le proprie giornate in base alla disponibilità dell’acqua.

Con la fine della stagione estiva, la situazione dovrebbe progressivamente attenuarsi grazie alla diminuzione delle presenze sul territorio. Restano però le criticità strutturali di una rete idrica che da anni fatica a garantire continuità, soprattutto nei periodi di maggiore richiesta.

Una situazione particolarmente sentita nella frazione di Evigno. A metà agosto infatti, alcuni cittadini hanno organizzato un presidio davanti alla sede della Provincia di Imperia, chiedendo risposte e soprattutto una soluzione strutturale al problema, che non risiede tanto nella siccità quanto nell’obsolescenza di un’infrastruttura considerata insufficiente.

Le difficoltà riguardano in particolare la conduttura che rifornisce il territorio, inadatta per sostenere l’attuale richiesta e caratterizzata, in alcuni tratti, da frequenti rotture.

Nelle scorse settimane, dopo l’incontro tra l’amministrazione comunale e Rivieracqua, sono stati individuati alcuni interventi prioritari sulla rete. Il piano prevede diversi lavori tra cui la realizzazione di circa un chilometro di nuova tubazione per aumentare la portata verso la vasca di Arentino, con l’avvio delle operazioni previsto per febbraio 2027.

Nel frattempo, però, la quotidianità dei residenti continua a essere scandita da disservizi e disagi. “Il problema si presenta soprattutto nel momento in cui non si hanno orari e riferimenti precisi”, dice un abitante del luogo in pensione. “Siamo costretti a rimanere in casa per capire quando arriva l’acqua e poter usufruire di quel poco che arriva. Ci si deve organizzare mettendo da parte bottiglie e taniche, perché, se si ha un’emergenza e l’acqua non c’è, bisogna arrangiarsi. Però parliamo comunque di un servizio che paghiamo regolarmente“.

Secondo quanto raccontato dai cittadini intervistati, la sospensione notturna si sarebbe progressivamente allungata nel corso delle settimane: “Ci avevano detto che l’acqua sarebbe stata interrotta dalle 21.30 alle 6.30 del mattino. In realtà, a volte viene tolta già alle 20.30 e prima delle 7 non torna. Il problema è che queste modifiche avvengono senza ulteriori comunicazioni e questo rende difficile anche organizzare la vita di tutti i giorni. Magari si esce la sera e, quando si torna a casa, non si può fare nemmeno una doccia”, denuncia Valeria.

Tra le soluzioni adottate da alcuni residenti ci sono anche cisterne e pompe private, utilizzate per accumulare l’acqua e affrontare le ore di interruzione. Una scelta che, però, non tutti considerano una risposta accettabile e che ha fatto emergere anche posizioni differenti tra gli stessi abitanti.

“Il mio vicino si è fatto la vasca”, commenta un altro anziano residente, “ma non tutti possono permetterselo. Perché fartene una ti costa minimo più di 3mila euro”.

C’è poi un ulteriore elemento che riguarda la qualità dell’acqua: quando questa viene accumulata e distribuita attraverso un impianto privato, infatti, possono entrare in gioco i rischi legati alla sua gestione e manutenzione, compresa la proliferazione di organismi come la Legionella. L’Istituto Superiore di Sanità ha segnalato ad esempio casi di legionellosi associati a condomini, richiamando l’attenzione sulle condizioni degli impianti interni.

Inoltre, chi è responsabile dell’impianto deve garantirne la corretta gestione e può essere chiamato a risponderne civilmente e, nei casi previsti dalla legge, penalmente, qualora una condotta negligente o un’omissione provochi un danno alla salute.

“Servono soldi, spazio e una casa che permetta di installare un serbatoio e far passare le tubazioni”, commenta Fabio. “E, soprattutto, non dovrebbe essere il cittadino a dover trovare da solo una soluzione a un problema che riguarda un servizio pubblico. È come se il gestore elettrico garantisse la corrente a singhiozzo. Invece di pretendere un servizio continuo, ci si compra un generatore e si paga la benzina per prodursi l’elettricità. Ma mi sembra una cosa folle. Stiamo parlando di un servizio essenziale”.

Il cittadino in questione solleva poi un paragone sui servizi: “Recentemente ho avuto problemi alla corrente elettrica. L’Enel è, con i suoi tempi, intervenuta a risolvere il problema. Ho avuto problemi alla rete internet e la compagnia di riferimento, una volta arrivata, ha risolto il problema in mezz’ora. Perché l’acqua no? D’inverno non è un problema, siamo in 700 in tutto il comune. Poi però d’estate diventiamo 2.000. A Evigno i residenti diventano 300 dai 30 iniziali e quindi non c’è acqua per tutti”.

Infine, Fabio ci porta nei pressi di una vasca che alimenta l’abitato di Diano Borello, frazione del vicino comune di Diano San Pietro, riesumando un aneddoto datato per esprimere una forte preoccupazione.

“Nel 2021 nel mio condominio ha iniziato a mancare l’acqua”, racconta. “La pressione scendeva a 0,5-1 bar, soprattutto intorno alle 7 di sera. Il tecnico mi disse che non riuscivano a capire perché la vasca continuasse a svuotarsi. Dopo diverse verifiche venne fuori che il tubo che collegava la vasca era completamente deteriorato. Così lo sostituirono con un tubo volante, che doveva essere provvisorio e che dal 2021 è ancora lì. Quello che mi chiedo è: e se una situazione simile riguarda anche il collegamento verso Evigno? Vuol dire che per ogni 100 litri che partono da Diano Arentino, una parte minima arriva a destinazione e la vasca di Evigno rimane sempre vuota? E che quindi l’emergenza non finirà mai e noi rischiamo di avere tutte le sere il coprifuoco alle 9?”

A preoccupare è anche l’aspetto igienico-sanitario, soprattutto in presenza di anziani e persone fragili.

“Un imprevisto può sempre capitare, ma qui parliamo di una situazione che si protrae. L’acqua è troppo importante, un servizio di questo tipo deve essere garantito”, afferma nuovamente il pensionato. “Dal punto di vista sanitario risiedono anche anziani persone fragili. Mettiamoci un imprevisto di qualche tipo che ci può essere durante l’orario in cui è tutto chiuso. L’acqua è una cosa troppo importante, anche dal punto di vista igienico-sanitario, e metto l’accento su questo problema: igienico-sanitario”.

Nel corso dell’emergenza il Comune ha inoltre predisposto due serbatoi da 15mila litri per consentire il rifornimento della rete attraverso le autobotti. Una misura pensata per affrontare i momenti di maggiore difficoltà, mentre prosegue il percorso verso gli interventi strutturali.

Per i cittadini, tuttavia, il nodo resta quello dei tempi. L’estate si sta chiudendo, le presenze sul territorio sono destinate a diminuire e sono stati individuati interventi per il futuro, ma la carenza idrica continua a rappresentare un problema concreto per chi vive quotidianamente a Diano Arentino e nelle sue frazioni.

Nel video servizio a inizio articolo le interviste complete ai residenti.