Basta, stop, non si può più cincischiare, continuare a rinviare, non decidere. Il tempo delle parole, dei lunghi silenzi, degli incontri, dei rinvii, del non trovare soluzioni per poter finalmente iniziare i lavori del prolungamento dell’Aurelia Bis a Sanremo, verso Ovest, la Francia e, finalmente, la costruzione, a Taggia, dell’Ospedale Unico, deve finire. Nell’interesse di tutti, della collettività, residenti e turisti. Di chi giornalmente ne ha bisogno.
Sindaci, avvocato Alessandro Mager di Sanremo, architetto Mario Conio di Taggia, tocca a voi, alle vostre maggioranze di pubblica amministrazione, a chi vi ha votato, vi ha creduto, far saltare una volta per tutte questi inciampi. Contrattempi, burocrazia? Se davvero avete problemi, credo superabili, perché non lanciare un S.O.S. all’intelligenza artificiale? All’IA, guru di questo “new deal”.
Personalmente diffido non poco, anche se pare che una grossa fetta del mondo non possa più farne a meno. Spero di sbagliarmi. Davvero.
Intelligenza artificiale, da una parte, dall’altra robot, capaci di correre a piedi 1.000 all’ora, riuscire a fare, si dice, tra non molto, anche 10-100-1000 volte meglio degli umani. Uomini e donne, grandi e piccini, scienziati, artisti, poeti, straricchi e no, buoni e cattivi. Insomma, tutti noi “poveri” discendenti di Adamo ed Eva.
Chissà cosa pensano la Meloni ed il nostro Presidente della Repubblica per farci vivere tutti meglio e in sicurezza.
Mi fermo qui. Preferisco, su questi due importanti problemi che ci circondano, lasciare una testimonianza, la parola a uno di voi lettori. Molti siete amici, altri conoscenti, tantissimi sconosciuti che mi piacerebbe, un giorno, incontrare.
Sto ricevendo telefonate, commenti di matuziani e villeggianti stanchi di silenzi, immobilismo, promesse in campagne elettorali poi mai mantenute. Vi ringrazio, siete per me preziosi collaboratori: mi indicate situazioni, problemi quotidiani inaccettabili, insopportabili.
Ecco cosa ha scritto, meglio di me, una professionista di Sanremo molto conosciuta:
“Sono passati più di tre anni da questo progetto dell’Aurelia Bis. Intanto, per noi residenti alla Foce, un piccolo dramma si consuma ogni giorno, ogni qualvolta saliamo in auto per raggiungere il centro o superarlo verso Arma. Questo da decenni. Spesso ci costringe ad usare l’A10 come tangenziale.
In questi anni la viabilità a San Martino è migliorata e risolta. Ricordate le code che arrivavano a Capo Verde? Io sì, le facevo tutte le mattine da Imperia.
Da tanti anni abito a Sanremo. Da allora l’ingresso Ovest è rimasto lo stesso: tre corsie in corso Marconi, segnaletica confusa a Villa Helios, marciapiedi inadeguati, eccessi di velocità, parcheggi fantasma o insufficienti.
Tutte le attività commerciali ne soffrono, i residenti sono allo stremo. Agosto, Natale, Pasqua, febbraio per noi sono l’inizio di una Via Crucis che si traduce in ritardi al lavoro, uscite anticipate e tempo perso, nervi allo stremo e incidenti infiniti.
Forse sarebbe ora che ogni amministratore, il venerdì, si mettesse in coda, saltellasse sulle buche che un asfalto limitato e irregolare non ha risolto in via Padre Semeria, pagasse come noi multe solo per poter prendere un farmaco o spedire una lettera.
Chi governa, invece, da anni pare non conoscere queste realtà, si sposta in moto, non frequenta la zona dove i vigili pare esistano principalmente non per regolare, armonizzare il traffico, aiutare chi ha problemi, ma per punire. A volte neppure, come dicono i francesi, “vis-à-vis”, a piedi, solo fotografando.
In questa ottica, vedere palleggiare i progetti con superficialità e noncuranza delle esigenze della popolazione è desolante. Induce sempre più gente all’astensione dal voto, lascia posto a una rabbiosa rassegnazione.
Il confronto con la vicina e confinante Mentone è impietoso.
Il progetto di cui si parla da settimane è del 2023. Si doveva continuare ad attuarlo e invece si continua con parole, parole, parole, mentre il sospetto, il chiacchiericcio di interessi privati superiori al bene comune aleggia su ogni cosa.
Idem per un’altra opera indispensabile come l’aria che si respira: l’Ospedale Unico nella Piana di Taggia, la cui costruzione sarebbe dovuta già iniziare da tempo, nonostante ci siano già a disposizione un bel mucchietto di euro che rischiano di sparire, dirottati altrove per ritardi, rinvii, problemi che la gente, residenti e turisti, sente parlare da tempo, non capisce, non accetta più.
Siamo l’ultima provincia della Regione, il “cul de sac” del Ponente italiano. Continuiamo a lamentarci, perché è l’unica cosa di cui abbiamo facoltà, senza vedere una luce. Eppure, ingegneri che realizzano opere importanti ne abbiamo: forse bastava dargli un poco più di credito”.
Una lettrice affezionata.








