Si riaccende il confronto politico a Imperia sul progetto ‘Presidio Amico‘, l’iniziativa del Comune pensata per impiegare collaboratori civici nel monitoraggio di parchi pubblici e aree scolastiche. Questa mattina, nella sede del Partito Democratico di Imperia, i consiglieri di minoranza Ivan Bracco, Daniela Bozzano e Loredana Modaffari hanno illustrato le proprie perplessità sul regolamento approvato dal Consiglio comunale a fine luglio.
Presidio amico
La minoranza aveva già votato contro il provvedimento, non contestando l’idea di rafforzare la presenza sul territorio, ma le modalità con cui il servizio è stato disciplinato dall’amministrazione. Il punto centrale della contestazione riguarda, in particolare, il quadro normativo e la previsione di una indennità mensile di 400 euro per i collaboratori civici. Secondo i consiglieri, infatti, la normativa nazionale sul volontariato e le disposizioni richiamate per questo tipo di attività richiederebbero un diverso percorso, con il coinvolgimento preventivo della Prefettura. I tre consiglieri si sono così rivolti al Difensore Civico della Regione Liguria, Francesco Cozzi, per chiedere un parere sulla legittimità del regolamento: secondo il Difensore Civico, dalla lettura del regolamento comunale “non si rinviene alcuna forma di intesa con il Prefetto” per l’istituzione del servizio.
Le parole di Ivan Bracco
“Siamo a favore dell’istituzione di questa figura perché riteniamo possa aiutare e agevolare la sicurezza urbana, però devono essere rispettate le regole previste dalla legge“, ha spiegato ai nostri microfoni Ivan Bracco. “Abbiamo evidenziato prima in Commissione e poi in Consiglio comunale che emergevano dei problemi dal punto di vista giuridico così come è stata impostata l’organizzazione regolamentare del Presidio Amico”.
Per questo motivo i consiglieri hanno deciso di rivolgersi al Difensore civico della Liguria, chiedendo un approfondimento sulle modalità con cui il servizio è stato istituito. “Abbiamo scritto al Difensore civico di Genova evidenziando le modalità con cui il Presidio Amico è stato creato dall’amministrazione pubblica”, ha aggiunto Bracco. Secondo la minoranza, il coinvolgimento della Prefettura sarebbe un passaggio necessario. Bracco ha richiamato la normativa nazionale che consente ai sindaci, previa intesa con il prefetto, di avvalersi della collaborazione di associazioni di volontariato.
“Non puoi, sindaco, autonomamente organizzare un bando, selezionare delle persone e metterle sulla strada“, ha sostenuto il consigliere, sottolineando anche i possibili rischi legati alle attività che i collaboratori potrebbero trovarsi a svolgere. “Queste persone non possono essere mandate sulla strada senza l’applicazione della norma. I rischi per queste persone stanno crescendo e devono essere tutelate anche dal punto di vista normativo”.
Le parole di Daniela Bozzano- La questione dei 400 euro
Particolare attenzione è stata dedicata da Daniela Bozzano alla previsione dell’indennità mensile. “Chi fa volontariato non deve essere pagato“, ha affermato. “Al limite ci può essere il rimborso delle spese, ma ad opera dell’associazione a cui appartiene. Chi fa volontariato deve fare questa cosa volontariamente”. Per Bozzano, la previsione di 400 euro mensili rischierebbe di collocare il progetto in una zona grigia: “Se è volontariato deve essere gratuito, se è lavoro deve essere retribuito, ma non può essere retribuito con le forme che sono previste”. Secondo quanto riferito dalla minoranza, anche su questo aspetto il Difensore civico avrebbe sollevato rilievi, interessando successivamente la Prefettura. I consiglieri hanno inoltre fatto sapere di aver chiesto un ulteriore incontro per affrontare la questione.
Le parole di Loredana Modaffari- “Una figura ibrida che espone il Comune a rischi”
Anche Loredana Modaffari ha ribadito che l’opposizione non è contraria all’obiettivo del progetto. “La sicurezza pubblica è sicuramente uno dei nostri obiettivi”, ha spiegato, ricordando come già in passato il gruppo consiliare avesse presentato al sindaco alcune proposte per contribuire a sostenere il lavoro delle forze dell’ordine. “Lo spirito del Presidio Amico, che è stato istituito anche in altri Comuni d’Italia, è sicuramente condivisibile”, ha aggiunto. “Abbiamo però rappresentato immediatamente che questa tipologia di regolamento e questa tipologia di scelta, quindi l’individuazione di una figura ibrida tra il collaboratore civico e l’ente istituzionale, non possa essere accolta così come è stata impostata”.
Modaffari ha quindi posto l’accento sulle conseguenze che, a suo giudizio, potrebbero derivare dalla previsione di un compenso. “Nel momento in cui una persona viene retribuita, necessariamente consegue un inquadramento”, ha sottolineato, richiamando i possibili profili previdenziali e assicurativi. La consigliera ha inoltre parlato del rischio di possibili contenziosi futuri: “Esponiamo purtroppo il Comune a una serie di rischi, anche addirittura a eventuali cause di lavoro che potrebbero fare in futuro le persone assunte”.
La richiesta alla Prefettura
La minoranza chiede quindi all’amministrazione di rivedere il regolamento e di ripartire da un confronto con la Prefettura. “Ci sarebbe piaciuto che quel giorno il sindaco, di fronte ai nostri rilievi, avesse magari sospeso l’approvazione della pratica, eventualmente rinviandola”, ha dichiarato Modaffari. Secondo i consiglieri, il progetto potrebbe comunque essere portato avanti, ma attraverso una diversa impostazione: il riferimento è alla possibilità di costituire un’associazione riconosciuta, con nominativi verificati e inseriti secondo le indicazioni della Prefettura, mantenendo lo spirito di volontariato e di supporto alla cittadinanza. “Bene l’idea, ma formalizziamola e agiamo all’interno della cornice collettiva“, è la sintesi della posizione espressa dalla minoranza.
Il Comune di Imperia, intanto, ha già avviato le selezioni per i primi 25 collaboratori civici, con l’obiettivo di far partire il servizio il 14 settembre. Il confronto sul quadro normativo del ‘Presidio Amico’ potrebbe ora spostarsi sul tavolo istituzionale, con il coinvolgimento della Prefettura.
Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Bracco, Bozzano e Modaffari.







