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Il mercato del vino sta cambiando, insieme ai gusti di chi si avvicina al calice con un approccio più informale e quotidiano. A Santo Stefano al Mare, alle Cantine SanSteva della famiglia Risso, la tendenza è ormai evidente: cresce la richiesta di vini più freschi e con una gradazione alcolica contenuta.

“Parlare di vini semplici forse non è corretto”, precisa il titolare Marco Risso, “direi piuttosto vini più facili da bere: con una gradazione un po’ più bassa e, quando si tratta di etichette che prevedono l’affinamento, con un’evoluzione meno segnata dal legno”.

Una trasformazione che si riflette anche nei consumi. Se i rossi hanno rappresentato a lungo il riferimento principale della tradizione italiana, oggi bianchi, spumanti e rosati conquistano spazio, sostenuti da una domanda che privilegia freschezza, bevibilità e versatilità a tavola.

Tra le tipologie più richieste c’è proprio il rosato, sul quale la cantina ha scelto di investire con maggiore decisione. “I nostri clienti, soprattutto i ristoratori, ci chiedono molto rosato”, racconta Risso. “Quest’anno abbiamo quindi deciso di produrne in quantità più rilevanti, studiando un vino pensato appositamente per questa richiesta”.

L’ispirazione arriva anche dalla Francia della Provenza, terra considerata un punto di riferimento internazionale per questa tipologia. A spiegarne le caratteristiche è Ludovico Berta, enologo consulente delle Cantine SanSteva: “Sono produttori da cui si può imparare. Confrontarsi con altre realtà e capire cosa funziona in un determinato periodo è sempre importante”.

Nel Ponente ligure il rosato ha una sua identità storica, legata allo Sciac-trà, nato dall’esigenza di ottenere un vino più vicino alla freschezza di un bianco, pur partendo da uve a bacca rossa. Oggi, però, le possibilità espressive sono ancora più ampie: vitigni e tecniche di vinificazione differenti possono dare vita a rosati molto lontani tra loro.

Come evidenzia Berta, un rosato ottenuto da Syrah può offrire note più fruttate ed esotiche, mentre altre varietà richiamano profumi di frutta rossa e frutti di bosco. “Sono due rosati completamente diversi, ed è proprio questa varietà a rendere il mondo del rosato sempre più interessante”, conclude l’enologo.

Nel video servizio a inizio articolo le interviste complete a Risso e Berta. Riprese e montaggio a cura di Lorenzo Spadola.