Il Santuario della Visitazione, conosciuto anche come Santuario della Madonna del Poggio dei Rei, è stato protagonista domenica sera di una nuova tappa del Giro dei Santuari di Perinaldo, il percorso dedicato alla scoperta e alla valorizzazione degli antichi luoghi di culto del territorio.
L’iniziativa punta a promuovere il patrimonio storico, religioso e culturale del borgo, attraverso appuntamenti che permettono a residenti e visitatori di conoscere le chiese e i santuari che caratterizzano il territorio di Perinaldo.
La serata ha rappresentato un’occasione per riscoprire uno dei luoghi simbolo della comunità, unendo il valore della tradizione religiosa alla conoscenza della storia locale e delle bellezze architettoniche.
Prima della Santa Messa e della tradizionale processione, il sindaco Francesco Guglielmi ha illustrato ai presenti la storia del santuario, mentre il parroco don Marco Castagna ha spiegato il significato del progetto: “Quest’anno abbiamo ripreso con il sindaco, il Comune e gli amici di Perinaldo una bella tradizione che si chiama il Giro dei Santuari. Recuperiamo un po’ questa nostra storia, queste nostre liturgie e queste nostre devozioni”.
Per il parroco, il percorso rappresenta un’occasione per riscoprire le proprie radici e conoscere meglio le tradizioni del paese: “Credo che sia importante, in questo momento storico di recupero e ricerca delle proprie radici, capire il motivo di tante devozioni, di tante liturgie e di tante tradizioni”.
Guglielmi ha ripercorso le origini del Santuario della Visitazione, ricordando come l’attuale edificio sia stato realizzato nel 1604, e ha illustrato una delle sue peculiarità più note: la meridiana a camera oscura, realizzata nel 2007 in omaggio a Domenico Cassini. “Questa chiesa ospita una delle più grandi meridiane costruite in Italia negli ultimi cent’anni a camera oscura”, ha detto il primo cittadino.
Il sindaco ha inoltre spiegato l’origine del nome Madonna del Poggio dei Rei, legato alle antiche penitenze imposte ai fedeli: “l Rei voleva dire i Rei confessi, cioè quelli che durante il confessionale quelli che avevano commesso qualcosa, il parroco combinava delle pene. Queste pene a volte, anzi molto spesso, erano quelle di venire a espugnare per una notte in cielo, sul granturco fino al mattino”.
Nel video servizio inizio le interviste complete a don Marco Castagna e al sindaco Francesco Guglielmi.







