alberto biancheri

Il passato che ritorna. Dopo 10 anni al timone, al comando di una piccola, ma conosciutissima città in tutto il mondo per il Festival della canzone italiana che il prossimo anno compirà 77 anni, l’ex sindaco Alberto Biancheri, di fatto, ha rotto il silenzio e si è ripresentato alla città alla grande, invitando, mobilitando fotografi, giornalisti e redazioni locali (non tutte), pronto, si dice, a tornare in pista. A ricandidarsi nel 2027 alle prossime elezioni comunali?

Nella città del Casinò e di Calvino sono in molti a sostenerlo, a scommetterci. “Nostalgia canaglia”, la canzone di Al Bano e Romina Power giunta terza al Festival di Sanremo del 1987, vinto dal trio Morandi-Ruggeri-Tozzi con la canzone “Si può dare di più” sembra aver imbrigliato, acceso il turbo del riscatto, della rivincita, del ritorno alla poltrona maxima di Palazzo Bellevue per la terza volta. Per dirla con l’ode “Il 5 maggio”, di Alessandro Manzoni per la morte di Napoleone Bonaparte “dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno” Alberto c’è, è tornato in pista e guarda lontano. C’è chi giura oltre i confini della Riviera grazie ad una stretta collaborazione, ad un progetto che vedrebbe uniti (?) l’ex sindaco matuziano e l’ex pluriministro, anche della Giustizia dell’era Berlusconi, l’attuale sindaco di Imperia e presidente della Provincia, Claudio Scajola.

Biancheri 48 ore fa, accompagnato dai fidatissimi consiglieri comunali Adriana Cutellè, Giuseppe Faraldi, il presidente Alessandro Il Grande e l’assessore Silvana Ormea, di fatto, ha simpaticamente portato a visitare alcuni selezionati lavori da lui iniziati quando era sindaco. Nelle interviste è stata soprattutto sottolineata la capacità, la visione politico-amministrativa del leader e della sua maggioranza, capaci di scegliere, durante i due mandati, l’inizio lavori, in parte finiti grazie ai soldi del Pnrr come, dopo un lungo e totale abbandono, la riqualificazione, il restauro a San Martino di Villa Mercede. Idem per il “Green Park” di Pian di Poma, strutturato grazie ad un project financing amministrazione Biancheri-family imprenditore Catto, o la nuovissima scuola a Borgo Tinasso. Ha ricordato anche la prosecuzione verso Ospedaletti dell’Aurelia Bis.

Tutto ok? Assolutamente no. Biancheri e “Sanremo al Centro“, il gruppo di cui è attualmente il leader, infatti, hanno dimenticato di dire anche cose ancora non finite, bloccate, ritardi a raffica come il maxi parcheggio della centralissima piazza Eroi Sanremesi, le fogne, i divieti di balneazione più volte scattati, provocando danni, rabbia ai residenti, soprattutto ai turisti, agli operatori commerciali, hotel ristoranti, negozi, bar, per inquinamento, anche quest’estate che sta finire. E che dire del Palazzetto dello Sport? Per non parlare di altre situazioni disastrose che riguardano quotidianamente l’intera popolazione come la raccolta rifiuti, le condizioni delle strade, dei marciapiedi cittadini e periferici pieni di buche pericolosissime, bisognosi di soluzioni, rimedi immediati, mai avvenuti. Insomma problemi evaporati da troppo tempo.

Molti concittadini ed elettori dell’ex sindaco, che definiscono già la sua passeggiata con flash ed interviste il suo primo “spot pubblicitario per tornare in sella” hanno due certezze. La prima: Alberto Biancheri non vuole fare il sindaco. Avrebbe grosse ambizioni extra territoriali. Ha esperienza e, cosa fondamentale, non ha problemi di soldi e amicizie importanti sotto ogni profilo. La seconda: io non ci credo, ma sarebbe anche pronto a lasciare l’attuale maggioranza civica-sinistra Mager, che stima, e fare nuova alleanza e nuova maggioranza con la destra se lo sviluppo di incontri, progetti, accordi necessari lo richiedessero. 

Biancheri, però, ha un problema grosso come una casa che non può sottovalutare qualunque scelta faccia, restare, cambiare, sfidare tutti in solitario. La prima volta che è diventato sindaco aveva preso il 18%, alle ultime elezioni il suo gruppo è sceso al 6%. Molti nomi importanti li ha persi, dal medico Giuseppe Ferrea all’attuale assessore al Turismo Sindoni, il presidente del Casinò Di Meco, il consigliere della triade della casa da gioco Menozzi, Federico Carri, Moscato, Nocita, la dottoressa Cagnacci, ed altri nomi pesanti.

Difficile prevedere gli sviluppi, la politica, le pubbliche amministrazioni, piccole, medie, grandi che siano purtroppo fanno acqua da tutte le parti. L’IA, l’era robotica invece che aiutare minacciano di lasciarle con un pugno di mosche in mano. Il Festival 2025 dello scorso anno, vinto al Teatro Ariston dal genovese Olly, a differenza di Al Bano ci lascia però una speranziella, non “Nostalgia Canaglia”, ma “Balorda Nostalgia“. Le canaglie sono difficili da abbattere, la nostalgia è soprattutto “uno stato d’animo agrodolce” che può essere superato.