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Il Consiglio natalizio non ha portato certo bei doni ai cittadini di Imperia che invece dovranno fronteggiare svariati aumenti. “Non è una bella notizia per usare il linguaggio del sindaco” aveva esordito proprio Enrico Lauretti sul primo punto che vedeva la ‘colorazione’ da bianchi a blu di 491 parcheggi, con conseguente pagamento della tariffa “E’ l’amministrazione della tasse: ci sarà un aumento dei costi per residenti e turisti, quasi del 30% fuori dal parametro dell’inflazione attuale. Non c’è un vero studio dietro, come era stato per la tassa di soggiorno, e chiediamo di non colpire oltremodo i cittadini”. Segnale inascoltato e dunque le soste di molte vie del centro diventeranno a pagamento.
L’accusa mossa dalla minoranza è quella di voler fare unicamente cassa, senza prevedere un piano che possa dare il giusto sfogo alla mobilità e alla turnazione dei parcheggi. L’emendamento di Volpe poi focalizza l’esenzione su determinate categorie di lavoratori, come artigiani, lavoratori autonomi e commercianti, oltre ai mezzi ASL per l’assistenza domiciliare. Tra le proposte, passa anche la sosta gratuita per le donne in gravidanza. Manovra che vede l’astensione di Ida Acquarone nella maggioranza.

Si accorpano le due questioni tecniche presentate dall’ Assessore Gatti, inerenti alle partecipazioni societarie. E si passa al piano triennale dei lavori pubblici, quello che un tempo veniva definito ‘il libro dei sogni’ sottolinea Camiolo. L’amministrazione espone sostanzialmente le sue intenzioni: non c’è nulla di concreto ma possono esserci dei parametri indicativi di alcune situazioni.

L’opposizione con Sardi e Bracco focalizza l’attenzione sui 500.000 annui, fino al 2026, per il piano asfalti (cifra ritenuta bassa); in particolare l’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra esterna la sua preoccupazione per lo stato del Polivalente che, secondo i piani, sarà pronto soltanto nel 2025. Il leader di Imperia Rinasce si focalizza sulle frazioni e punge sul ponte di Borgo d’Oneglia, ulteriormente rimandato.
In totale, sulla carta si parla di oltre 28 milioni e mezzo di euro da destinare, nei prossimi 36 mesi, alle opere pubbliche.

Vengono accorpate anche le questioni 5 e 6, relative alle approvazioni delle aliquote di IMU ed IRPEF che rimangono ai massimali e spiace constatare l’assenza quasi totale della giunta (probabile pausa-pizza?) durante la discussione di un nuovo pagamento da affrontare dai cittadini.  L’ assessore Gatti, relatore delle pratiche ed anche della successiva, nella sua esposizione sottolinea come, su certe scelte, l’amministrazione abbia le mani legate per le indicazioni della Corte dei Conti.

Il confronto con lo scorso anno, per le tariffe di servizi a domanda individuale, è praticamente impossibile da effettuare date l’esternalizzazione dei beni museali a Municipia; oltre a trasporti funebri e illuminazione che sarà soggetta, a breve, alla nuova concessione per la gestione dei cimiteri. Sardi allerta: “Tanti servizi esternalizzati, negli anni, ma attenzione che non diventino troppo pesanti per i cittadini”. I due servizi rimasti ‘a disposizione’ del Comune rimangono i parcheggi, sviscerati in apertura di seduta, e la sala Convegni della Biblioteca che diventerà il fulcro in chiusura di seduta. Lauretti intanto coglie l’attimo, seguito dalla consigliera Modaffari contrari all’imposizione di una tassa sulla cultura.
Verda tocca un’altra questione smascherando di fatto il punto 1: “Con questo ordine, si evince chiaramente che la questione dei parcheggi era soltanto un fatto economico. E non uno studio come avete detto.”

Torna in scena la Go Imperia con la proroga della concessione. La discussione va oltre il punto e vengono rimpallate le colpe sull’attuale opera: Volpe punta il dito sull’emiciclo e il sindaco di allora; Montanaro porta la sua esperienza personale “Non mi sono stati riconosciuti 230.000 euro di lavori” mentre Sardi difende l’inchiesta e getta la croce sull’imprenditore Caltagirone e chi lo portò ad Imperia.

L’emiciclo si esprime favorevolmente sul regolamento per la compartecipazione alle spese da parte dell’utenza per la prestazione di servizi pubblici non essenziali. Passa la pratica ma il tariffario sarà deciso in giunta.

Discussione che si fa nuovamente calda sull’introduzione del pagamento per usufruire della sala Convegni e quelle del piano terra presso la biblioteca. Opposizione compatta nel ritenerla una questione di principio: non va tassata la cultura, soprattutto nell’unica sala libera e disponibile al pubblico o a qualsiasi associazione voglia prenotarsi.
Anche perché  non si capisce chi dovrà pagare dato che sono esenti gli eventi del ‘Patto della lettura’, tutte le iniziative del sistema bibliotecario, gli eventi organizzati da un ente pubblico, istituto scolastico parificato e forze dell’ordine oltre alla compartecipazione con il Comune. In sostanza, la decisione sarà a discrezione dell’amministrazione e dell’assessorato.
La mediazione porta ad una tariffa di 50 euro per due ore, dopo le quali l’importo verrà pagato di ora in ora; Lauretti chiede di poter applicare il pagamento soltanto dopo l’apertura del Polivalente: a quel punto, una sala a pagamento ed una a uso gratuito poteva essere un buon equilibrio.  Proposta rigettata.

Le mozioni finali sono il colpo di coda di un consiglio che terminerà alle 02:55 del mattino dopo nove ore di maratona. La maggioranza respinge la mozione di Lucio Sardi che chiedeva di esporre la bandiera della pace a Palazzo Civico per dare un segnale contro il conflitto israelo-palestinese e le guerre nel mondo e provare a sensibilizzare sul tema. Respinta anche la forestazione urbana sostenibile proposta dal tandem PD Verda-Bellotti ed è laconico il commento del leader di Società Aperta: “Rifiutando ogni mozione, che hanno anche un certo significato, sembra che  vi opponiate per partito preso. Proprio ciò di cui accusate, ogni volta, una parte della minoranza”.

Insomma nessun buon augurio natalizio, se non quello pervenuto in busta dagli amici di Friedrichschafen e il finanziamento da 210.000 euro per la messa in sicurezza delle Logge di Santa Chiara. E non è poco.