Il Teatro del Banchéro, storica associazione culturale tabiese, celebra in grande stile il trentesimo anniversario dalla fondazione, avvenuta nel 1996.
Un traguardo che rappresenta anche l’occasione per ripercorrere la storia di una realtà che in tre decenni ha formato centinaia di persone e ha fatto del teatro non soltanto una forma di spettacolo, ma anche uno strumento di formazione e diffusione culturale.
Ed è anche, naturalmente, l’occasione per riunire molte persone che hanno fatto parte della storia della compagnia in momenti diversi.
La ricorrenza è omaggiata con due serate all’interno delle mura del Castello di Taggia.
Il primo appuntamento, “Macbeth”, è andato in scena ieri sera, venerdì 7 agosto, mentre questa sera, sabato 8 agosto, sarà la volta di “Domum Redire – Trent’anni sul palco ritrovato”, una produzione corale realizzata proprio in occasione dell’anniversario.
L’omaggio è doppio anche nel significato, in quanto rivolto, oltre che alla compagnia teatrae, anche al suo storico fondatore, Marco Barberis, scomparso lo scorso 23 maggio.
“L’associazione proprio quest’anno compie trent’anni e Marco Barberis, che è stato il fondatore del Teatro del Banchéro e anche della scuola Officina di Teatro, ha voluto fortemente festeggiare questi trent’anni insieme a noi, insieme ad allievi nuovi e anche allievi di trent’anni fa, perché in questo lavoro proprio di questa sera sono tornate persone che non venivano al Banchéro da tanti anni”, racconta Alberti.
Dalla nascita della compagnia alla scuola Officina
Il Teatro del Banchéro nasce nel 1996 dall’iniziativa di un gruppo di persone della provincia interessate alla formazione e alla pratica teatrale.
“Il progetto è nato perché questo gruppo di persone della provincia aveva fatto qualcosa. All’epoca c’era una scuola a Sanremo, la ‘Carlo D’Apporto’, che si occupava di teatro, si erano ritrovati e poi volevano però una scuola proprio di teatro, e così Marco Barberis, con altre persone che poi hanno preso altre strade, hanno creato il Banchéro”, ricostruisce Maura Amalberti, presidente dell’associazione.
Nel corso dei tre decenni l’attività si è ampliata, affiancando agli spettacoli una vera e propria attività di formazione. La scuola di teatro Banchéro Officina rappresenta oggi uno dei principali settori dell’associazione, con corsi rivolti a bambini, ragazzi e adulti, sia principianti sia persone interessate ad approfondire la propria esperienza.
A questa attività si sono poi aggiunti nel tempo gli stage Officina Out, il Banchéro Caffè, spazio dedicato a piccoli spettacoli e incontri, e il laboratorio Banchéro Scrittura, attivo dal 2003 e dedicato alla scrittura letteraria e alla drammaturgia.
Nel corso degli anni il laboratorio ha prodotto e pubblicato romanzi collettivi e raccolte di racconti e, più recentemente, ha trasferito parte della propria attività online, raccogliendo partecipanti anche al di fuori della provincia.
Il Teatro del Banchéro è inoltre impegnato nella realizzazione di spettacoli ed eventi e nell’organizzazione del festival Taggia in Teatro, ospitato nell’anfiteatro del Castello di Taggia e dedicato a produzioni di compagnie professionistiche.
“Il Teatro del Banchéro che diffonde cultura. Per noi è quello” continua Amalberti “e le persone che hanno lavorato per il Banchéro, per cui hanno insegnato al Banchéro, sono tutti professionisti, tutti attori e registi professionisti. E questo è un fiore all’occhiello: noi ci teniamo e teniamo al fatto che Marco voleva portare avanti questa modalità. Noi lo perseguiremo, attualizzandola, ma perseguiremo questo”,
In tre decenni sono state centinaia le persone che hanno frequentato la scuola, partecipato ai laboratori o preso parte alle attività della compagnia. Un percorso nel quale si sono susseguite generazioni diverse di allievi e interpreti.
“I trent’anni come sono passati? Non lo so, ma centinaia di persone hanno provato a fare teatro, poi certi vecchietti sono rimasti, altri sono andati via. C’è la scuola per i bambini, dei ragazzi che sono molto bravi, poi è sempre bello vedere loro proprio che si cimentano”, racconta Alberti.
Tra gli obiettivi per il futuro c’è anche quello di coinvolgere una fascia di pubblico e di partecipanti più ampia, soprattutto tra i giovani adulti.
“Ci piacerebbe, ecco, una cosa bella quest’anno: vorremmo trovare una formula per avvicinare i giovani che per noi sono trenta, quarantenni, venticinquenni, perché secondo me il teatro è un’arte stupenda che ti arricchisce, che ti apre gli orizzonti, che ti diverte”, conclude Alberti.
Il trentennale tra “Macbeth” e “Domum Redire”
Le celebrazioni sono iniziate ieri sera, venerdì 7 agosto, con la messa in scena di “Macbeth“, rilettura del testo di William Shakespeare affidata alla regia di Marco Gualco, regista e attore genovese.
La produzione è nata attraverso un provino e un successivo percorso di lavoro con gli interpreti della compagnia.
“C’è stato un provino fatto dal regista Marco Gualco, che è un giovane regista, attore genovese, e poi ci siamo messi a lavorare su questo testo. Ovviamente una riduzione, una riduzione molto bella di Marco, con una regia spettacolare. Siamo felici, stanchi, il caldo non ci ha aiutato, però questa sera siamo emozionati”, aveva spiegato Alberti in occasione del debutto.
Dopo la prima rappresentazione a Taggia, “Macbeth” tornerà in scena domenica 16 agosto al Castello di Dolceacqua, con l’obiettivo di portare successivamente lo spettacolo anche in altre località.
Questa sera invece, sabato 8 agosto, sempre alle 21.30, sarà invece la volta di “Domum Redire – Trent’anni sul palco ritrovato”, una produzione realizzata appositamente per il trentennale.
In questo caso sono stati coinvolti allievi ed ex allievi della scuola, compresi alcuni che non frequentavano il Banchéro da molti anni. Il risultato è uno spettacolo corale costruito attraverso brani scelti dagli stessi partecipanti e attraverso il recupero di esperienze e ricordi legati alla storia della compagnia.
“Debutteremo con uno spettacolo che abbiamo creato noi” continua la presidente “Uno spettacolo autonomo, autogestito, autoprodotto, proprio per il trentennale, per cui gli allievi vecchi e nuovi hanno portato dei brani, dei pezzi che amavano fare o che non hanno mai fatto e che volevano cimentarsi, e ci siamo messi al tavolo, abbiamo fatto proprio un lavoro corale, come si dice in teatro, e domani debutteremo con quello”.
L’appuntamento di questa sera concluderà il percorso delle celebrazioni al Castello di Taggia, unendo sul palco le esperienze di chi ha fatto parte della compagnia in momenti diversi della sua storia.




