video
play-rounded-outline
01:38

Pomeriggio all’insegna della cultura e della memoria storica quello dei “Martedì Letterari” di questo pomeriggio, che nella sala Privata del Casinò di Sanremo hanno visto ospite il professor Gustavo Zagrebelsky, giurista e professore emerito di Diritto costituzionale all’Università di Torino, intervenuto per presentare il suo ultimo volume “Memoria di casa”, pubblicato da Einaudi.

L’incontro, organizzato in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Sanremo e con UniTre, ha visto anche la partecipazione della professoressa Stefania Sandra.

Al termine della presentazione si è svolta poi una visita guidata al Cimitero Monumentale della Foce, condotta dallo stesso autore.

Al centro del volume una riflessione sul tempo, sul ritorno alle proprie radici e sul significato profondo del ricordo.

Il libro ripercorre la storia della famiglia dello scrittore, intrecciando atmosfere del Piemonte e scorci della Riviera di Ponente, con particolare attenzione alla figura dei genitori Jean e Lisín, conosciutisi nella Sanremo degli anni Venti. Lui, esule russo segnato dall’esperienza dell’esilio; lei, appartenente alla comunità valdese ligure.

“È intitolato Memoria, come giustamente diceva, e non Memorie. Memorie avrebbe fatto pensare a un resoconto di tanti episodi, uno vicino l’altro, quello per cui… mettiamole insieme. Queste sarebbero state le Memorie. Poi, lavorandoci sopra, è venuta fuori una Memoria”, ha spiegato Gustavo Zagrebelsky nel corso dell’incontro. “La Memoria interpella chi fa Memoria. Quindi, diciamo, è una ricostruzione di una storia intima di chi scrive. E oggi sono venuto a Sanremo su invito dei Martedì Letterari del Casinò. È quasi come una immersione nella mia giovinezza, perché io fino ai 15-16 anni venivo qui portato da mio padre, che è passato la sua gioventù qui. E io mi sono commosso a vedere la Chiesa Ortodossa, lo stesso Casinò che mio padre frequentava. Ma, essendo russo, come voi sapete, uno dei vizi nazionali dei russi… ha trovato tante cose uguali”.

Nel libro, la memoria familiare diventa così anche uno strumento di indagine personale e storica. Attraverso il racconto della propria famiglia, l’autore affronta temi come l’identità, l’appartenenza e il rapporto con il passato, restituendo il ritratto di un padre rimasto intimamente apolide nonostante il passaporto italiano e di una città, Sanremo, capace ancora oggi di evocare ricordi e suggestioni profonde.