Una riflessione sull’inclusione, sulla felicità e sul valore della fragilità che è andata ben oltre la presentazione di un libro. Paolo Ruffini, attore, regista, conduttore e autore, è stato protagonista al Molo delle Tartarughe di Diano Marina, dove ha presentato il suo ultimo romanzo ‘Io sono perfetto’ (La nave di Teseo), dialogando con la libraia Nadia Schiavini. Ad accoglierlo il sindaco Cristiano Za Garibaldi, l’assessore alla Cultura Sabrina Messico e il consigliere Gianluca Gramondo. Più che parlare della trama del romanzo, Ruffini ha scelto di soffermarsi sul messaggio che lo attraversa, spiegando come il protagonista Simone, un uomo con la sindrome di Down, rappresenti un modo diverso e più autentico di guardare il mondo.
Le parole di Paolo Ruffini
“Simone è una persona con una grande coscienza della propria identità, è innamorato di Maria De Filippi e gli piace essere felice. È un uomo come tutti gli altri. Non mi piacciono le definizioni. Anche dire che una persona è ‘speciale’ significa comunque indicarla come diversa. Per me le persone con disabilità hanno tutto il diritto di essere semplicemente come desiderano essere, a prescindere dal loro corredo genetico”, ha esordito Paolo Ruffini.
L’autore ha quindi ribadito come la sindrome di Down non definisca una persona. “Ci sono persone simpatiche e antipatiche, esattamente come tutti gli altri. Simone ha una confidenza con la felicità che spesso a noi manca e io lo trovo estremamente simpatico”. Ruffini ha raccontato anche il suo rapporto personale con il mondo della disabilità, maturato attraverso il progetto artistico Up&Down. “Nella mia vita privata lavoro con persone con la sindrome di Down non per altruismo o filantropia, ma per puro egoismo. Le persone con i miei stessi cromosomi ormai le trovo di una banalità allucinante. Mi piace stare con persone particolari”.
Tra i passaggi più applauditi la sua riflessione sul concetto di normalità. “Abbiamo sostituito la normalità con la perfezione. E abbiamo reso normali anche cose orrende. Dentro la parola ‘normale’ c’è la parola ‘male’. Quando qualcuno mi dice che non sono normale, io ne sono orgoglioso”. Un pensiero che si lega perfettamente al titolo del libro. “Parafrasando Alda Merini, la perfezione è un’invenzione di chi è privo di fantasia. È molto più interessante immaginare l’essere umano attraverso la fragilità, perché è lì che troviamo i connotati più autentici”
L’evento si inserisce all’interno della rassegna ‘Due parole in riva al Mare’.
Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Paolo Ruffini.







