L’ospite di oggi dell’Intervista di Riviera Time è Gianfranco Grosso, capogruppo in consiglio comunale di Imperia Bene Comune, che ha analizzato gli scenari in vista delle elezioni del prossimo 10 giugno, partendo dalla propria scelta personale. “Ho deciso di non ricandidarmi”, ha dichiarato. “Arrivo da vent’anni di consiglio comunale. Ho fatto il candidato sindaco e ho fatto il capogruppo. Ritengo sia giusto lasciare spazio alle nuove leve. Non ho mai creduto alle cariatidi”.

Alle ultime politiche la sinistra si è divisa in due (Liberi e Uguali da una parte, Potere al popolo dall’altra). Uno scenario che sembrava profilarsi anche a Imperia fino a qualche ora fa. Tuttavia, nelle ultime ore, la frattura interna sembrerebbe essersi ricomposta. “Quando ci sono divisioni a livello politico, poi qualche scoria rimane sempre”, ha sottolineato Grosso. “Però l’obiettivo fondamentale è rimanere tutti uniti. La sinistra unita è importante. Non avrebbe senso dividersi quando si ha una visione comune. Stiamo lavorando in questo senso”.

In tema di unità, perché non tentare di ricucire anche col Partito Democratico? “Il Pd dal 2013 ha preso una linea che è decisamente diversa dalla nostra”, ha affermato il capogruppo. “Il Pd, alleandosi con il centrodestra e Strescino, ha rimarcato l’impossibilità di portare avanti un programma idealmente alternativo. Noi siamo rimasti sulle nostre posizioni, loro si sono spostati verso destra. In questi cinque anni – ha aggiunto – hanno portato avanti progetti di fatto di centrodestra e, quindi, non è possibile un’alleanza. Noi abbiamo una coerenza. L’abbiamo avuta in questi cinque anni e l’avremo anche in futuro”.

Ma chi sarà il candidato sindaco di questa sinistra unita? Grosso non ha fatto nomi, ma ha tracciato un identikit. “Ci stiamo lavorando, i soggetti non mancano. Imperia Bene Comune non è soltanto il gruppo Grosso-Servalli. In questi anni – ha rimarcato – c’è stato un grande lavoro dietro le quinte. Troveremo un candidato politicamente riconoscibile, amministrativamente preparato e possibilmente di una generazione successiva alla mia”.

Grosso ha poi commentato il ritorno in campo dell’ex ministro Claudio Scajola. “Imperia per trent’anni è stata Claudio Scajola. Scajola è il passato. Scajola non è la cura, bensì la malattia di questa città. Non è comprensibile che i cittadini vedano in lui la salvezza. Imperia è tracollata per Scajola e per le sue lobby. Oggi cosa potrebbe fare?”, ha detto il capogruppo, che ha anche commentato la candidatura ‘arancione’ di Luca Lanteri. “È una costola di Claudio Scajola”, ha detto. “Cosa potrà dire Lanteri in un dibattito, visto che ha fatto tutto insieme a Scajola?”

Ma quale sarà l’obiettivo di imperia Bene Comune alle prossime elezioni? “Avevo raggiunto l’11,5% cinque anni fa ed era stato un risultato molto importante”, ha ricordato Grosso. “Diciamo che quel risultato è l’asticella. Credo però che i cittadini ci premieranno per la novità e la coerenza portata avanti in questi anni. Me lo auguro, perché siamo la vera novità. E se gli elettori ci dessero la possibilità di governare, sono convinto che faremmo una bella figura”.

Grosso ha poi detto quale dovrebbe essere, a suo avviso, la parola d’ordine della prossima campagna elettorale. “Liberiamo Imperia. Liberiamola dalla falsità, dal perbenismo, dai ritorni, dai movimenti reazionari. Facciamola crescere nel futuro. Diamole – ha concluso – una nuova linfa”.