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Un consiglio di botta e risposta, in seduta straordinaria, convocato dai gruppi di minoranza e aperto al pubblico, quello di ieri sera a Diano Marina, che ha visto come argomento unico la Ciclovia Tirrenica.

A prendere la parola il sindaco della città degli aranci, Cristiano Za Garibaldi, che esordisce affermando che la conferenza dei servizi che delibera sul progetto si esprimerà il 31 di ottobre. Ha poi proseguito spiegando passo passo il progetto di quella che, ci tiene a precisare, non è una pista ciclabile ma la ciclovia tirrenica con tutte le sue opere perché “è il lavoro di riqualificazione urbana più importante dagli anni ’60”, afferma.

Dopo un excursus storico sui passaggi che hanno portato all’attuale progetto sintetizza il primo cittadino: “Nel 2022, dopo il Covid, parte il PNRR con tempistiche molti rigide, la Regione ci comunica che non è fattibile la ciclovia lungo il mare proponendo di farla passare sui sedimi della ferrovia; l’amministrazione accetta, per evitare che si fermasse. È stato richiesto di far coesistere nella progettazione la riqualificazione urbana con la ciclovia. Tutti i lavori verranno terminati entro il giugno del 2026″. E all’accusa dell’opposizione di essere in ritardo risponde che i tubi del nuovo acquedotto Roja li stanno posando ora, impossibile farlo prima.

“La gente ci ferma per chiederci dove passa la ciclabile perché lei ha volutamente tenuto nascosto il progetto”, è l’esordio del consigliere di opposizione Francesco Parrella (‘Diano Domani‘). Che continua attaccando il primo cittadino accusandolo di aver fatto una politica che non tiene conto dei ciclisti e che il problema sono i lavori fatti sull’ex sedime ferroviario. “Incomprensibili e le autorizzazioni e le acquisizioni dei sedimi sono arrivate dopo che i lavori erano stati fatti. È un’opera che non ha senso”, dichiara.

Gli fa eco il consigliere d’opposizione Marcello Bellacicco, (capogruppo della lista civica ‘Diano Marina‘), che ritiene che questo progetto porterà solamente caos per il traffico. Infine accusa il sindaco di non proseguire sull’ex sedime ferroviario perché “ha speso 700mila euro e ha paura che la Corte dei Conti venga a chiedere spiegazioni”.

La replica del primo cittadino conferma che il progetto è stato cambiato fino all’ultimo momento, perché si cercava di avere il meglio e ha invitato l’opposizione a fare delle proposte invece di criticare.

Nel dibattito anche gli interventi dal pubblico. Rosanna Brun, ex sindaco di San Bartolomeo al Mare ritiene che i comuni limitrofi di Levante siano danneggiati dalla ciclabile, “perché laddove si esce dal sedime ferroviario di fatto si spezza la tratta tra Ospedaletti e Andora”. 

Sempre dal pubblico si è fatto avanti anche l’ex presidente del consiglio comunale, Marco Perasso: “Il sindaco ha accennato a un’ipotetica rotatoria in zona Ponterosso anche per il transito del traffico pesante. Mi chiedo se si sono fatti calcoli sui ristretti angoli di curvatura”.

È intervenuto anche Mariano Mj, esponente di Rifondazione Comunista che porta come esempio il caso di Spotorno dove la ciclabile non correrà sull’ex sedime ferroviario ma sul mare, mentre sull’ex ferrovia ci sarà una strada di scorrimento veloce.

Za Garibaldi ha concluso spiegando che il piano di fattibilità tecnico-economico regionale voleva far passare la ciclabile sul sedime ferroviario e ribadendo che era competenza regionale, poi diventata nazionale e che il Comune davanti alla Regione e il governo nazionale non può fare altro.