coronavirus medico
Credit: Francisco Àvia_Hospital Clínic - CC BY-ND 2.0

“Partendo dall’assunto che, il Coronavirus non ci ha mai abbandonato e che tutti gli Organi e Istituti scientifici avevano anche dichiarato “unanimamente” una sua più forte virulenza con la comparsa dei primi freddi. Eccoci qui, questa volta informati anzi tempo ma, purtroppo non ci sono state ancora assunzioni sufficienti, di professionisti Infermieri, Medici, Operatori Socio Sanitari e Tecnici, così da ritrovarci oggi, in piena emergenza con il personale di allora“. A dichiararlo è Tiziano Tomatis, segretario generale FP-CGIL Imperia.

“Le motivazioni possono essere tante, molti sono andati in mobilità verso altre Regioni, altri sono stati pensionati ma, anche coloro che potevano ancora esserci, erano stati assunti con contratti di lavoro di soli tre mesi.

Risultato di queste operazioni è quello che abbiamo in parte già vissuto: riduzione e/o azzeramento delle cure e assistenze ordinarie, disagi nell’accesso ai PS già sovraffollati e pazienti, bisognosi di interventi e assistenza quotidiana posticipati a data da definire.

In aggiunta a tutto ciò incombe l’incubo della grave situazione genovese che riverserà, probabilmente, sul nostro territorio ulteriori pazienti, tanto che l’ASL 1 Imperiese ha dovuto intraprendere le azioni previste per la fase 4 ossia quella di ricostituire l’Ospedale COVID a Sanremo e aumentando posti letto di degenza NO COVID su Bordighera e Imperia.

Tutte queste operazioni sono eseguite, per forza di cose, spostando nuovamente il personale da una parte all’altra e chiudendo dei servizi ai cittadini.

Probabilmente, e non lo diciamo solo ora ma già da alcuni anni, era più proficuo bandire concorsi sul territorio per tutte le categorie di lavoratori sanitari. È poco consolante e per nulla edificante sostenere che si sta facendo il possibile per reclutare il personale… perché, oltre che essere fortemente in ritardo, lo si fa anche senza dare una continuità di lavoro e di programmazione futura.

Ciò ricade anche e soprattutto nelle Case di Riposo dove il personale, già provato per le condizioni di lavoro trova spazio, per un tempo limitato nelle assunzioni ASL, ovviamente con numeri totalmente insufficienti ma assai gravi per le Strutture territoriali che più dell’ASL hanno difficoltà a reperirne altro.

Tutto questo giro di giostra non farà altro che giocare a favore del Virus che in assenza di una corretta attenzione da parte di personale qualificato avrà la possibilità di colpire le persone più deboli e a cascata si riverserà inevitabilmente anche sul territorio”.

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