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La seduta del consiglio comunale di Sanremo che si è svolta ieri, ha affrontato soprattutto due argomenti, Rivieracqua (con l’adeguamento a crescere di capitale da parte del socio privato) e in particolare la situazione della sanità in provincia.

Su questo delicato tema pare fosse stata inviata anche la richiesta di partecipazione a Giovanni Toti proprio nelle vesti di assessore regionale alla sanità, ma Toti non ha preso parte neppure a distanza alla riunione di Palazzo Bellevue.

Gli assenti hanno sempre torto, si dice, e così la sua figura è stata messa in discussione da molti schieramenti, soprattutto per la sua delega alla sanità che non riuscirebbe a seguire per i tanti, troppi, impegni istituzionali e televisivi.

Come ha detto il sindaco Biancheri, la crisi del comparto va risolta partendo dal problema del personale, una carenza a livello nazionale che comporta ritardi di diagnosi e cure, appuntamenti a mesi di distanza, malessere nelle corsie e chiusure in vista.

In consiglio è stato chiamato ad esprimersi anche Silvio Falco, direttore generale dell’Asl 1 imperiese, nominato direttamente da Toti, che non si è risparmiato nel chiedere il doppio punto nascite, cioè oltre che a Imperia anche a Sanremo, oltre a promettere un’accelerazione nel progetto dell’ospedale unico.

Tra i banchi dell’opposizione è intervenuto anche Andrea Artioli (Liguria Popolare) il quale ha sottolineato che la carenza di personale nella nostra Asl è anche dovuta ad una conclamata mancanza di attrattiva professionale. “Ci sono lavori da fare, reparti con macchinari obsoleti, una lontana prospettiva di ospedale unico e moderno, pochi luminari dai quali imparare, e il costo della vita ai massimi livelli italiani. Se non si creano incentivi, professionali ed economici, i medici non ci vengono in questo angolo d’Italia”.

L’intervista completa ad Andrea Artioli nel video servizio a inizio articolo.