Bordighera Domani

A Bordighera Ăš successo di tutto. Destra e sinistra che a dicembre decidono di silurare il sindaco uscente Vittorio Ingenito e costruire un accordo elettorale trasversale che, alla fine, si rivela vincente, incoronando Marzia Baldassarre nuovo sindaco.

Vecchie glorie della politica locale rientrate dalla finestra dopo essere uscite dalla porta, imprenditori improvvisamente prestati all’arte – non sempre nobile – della politica, trasformisti, equilibristi, domatori, illusionisti e giocolieri di consenso dentro un circo elettorale dove tutto sembrava possibile.

La tensione politica esplosa all’interno di Fratelli d’Italia tra il senatore e segretario provinciale Gianni Berrino e la consigliera regionale Veronica Russo ha prodotto ripercussioni immediate all’indomani della tornata elettorale, evidenziando la mancata sintesi nel centrodestra alla vigilia del voto. Nel post-elezioni, Berrino ha sollevato pubblicamente il tema degli “inciuci con la sinistra”, invitando a una linea di netta separazione tra i due schieramenti.

Una posizione che, tuttavia, si inserisce in un contesto politico locale ben piĂč stratificato e meno lineare di quanto lo schema destra-sinistra possa suggerire. Quando infatti un’amministrazione di centrodestra fatica a trovare stabilitĂ  o una sintesi politica interna, la storia amministrativa della provincia imperiese mostra una dinamica ricorrente: il ricorso a convergenze tra moderati di centrodestra e moderati di centrosinistra per garantire governabilitĂ .

Non si tratta di una novitĂ , ma di un modello giĂ  sperimentato piĂč volte negli ultimi anni.

A Sanremo, ad esempio, l’attuale vicesindaco Fulvio Fellegara, espressione del centrosinistra, siede in una giunta guidata dal sindaco Alessandro Mager, sostenuto da un’area civica e moderata trasversale. A Vallecrosia al Mare, il sindaco Fabio Perri, ex Fratelli d’Italia, governa con il sostegno politico di Cristian Quesada, ex segretario provinciale del Partito Democratico.

E ancora prima: a Sanremo con il sindaco Claudio Borea e il vicesindaco Marco Andracco (PD); a Imperia con il sindaco Carlo Capacci e il vicesindaco Giuseppe Zagarella (PD); fino all’amministrazione di Alberto Biancheri a Sanremo, con vicesindaco Leandro Faraldi (PD).

Un elenco che restituisce un quadro politico chiaro: in molte fasi amministrative, la linea di confine tra destra e sinistra Ăš stata superata in nome della gestione amministrativa.

È dentro questo contesto che si inserisce il caso della cittĂ  delle palme. Dopo settimane di trattative senza una sintesi nel centrodestra, il risultato finale ha riaperto il confronto politico interno agli schieramenti, con accuse e distinguo che riflettono piĂč dinamiche nazionali che equilibri locali.

La questione, dunque, sembra riportare alla luce un nodo storico della politica provinciale: quando la rigiditĂ  degli schieramenti non produce governabilitĂ , il sistema tende a riorganizzarsi attorno a coalizioni piĂč fluide, dove la distinzione ideologica lascia spazio alla necessitĂ  amministrativa. Tanto rumore per nulla, insomma.

Ma nel caos generale emerge un dato politico preciso: la Lega ha deciso di giocare su tutti i tavoli contemporaneamente. Nella lista del candidato sindaco Davide Sattanino compariva infatti Giovanni Allavena, volto storico del partito ed ex assessore della giunta Ingenito. Nella coalizione della Baldassarre, invece, trovavano spazio altri due nomi riconducibili all’universo leghista, come Federico Bertaina e Barbara Bonavia.

Una strategia che forse puntava a garantirsi comunque un approdo, qualunque fosse stato il vincitore. Ma chi prova a stare in piĂč partite spesso finisce per non avere abbastanza carte per vincerne nemmeno una.

Ed Ăš qui che emergono alcune fragilitĂ  politiche di Armando Biasi, neo commissario provinciale del Carroccio, che alla sua prima reale prova in questo ruolo mostra alcune difficoltĂ  di tenuta e di gestione del quadro politico.

Un’immagine che pesa ancora di piĂč se si considera quanto accaduto appena un anno fa a Vallecrosia al Mare, cittĂ  che Biasi ha amministrato da sindaco per quasi sette anni prima di essere archiviato, eleggendo proprio il suo storico antagonista politico Fabio Perri.

E cosĂŹ lunedĂŹ, appena compresa la vittoria della Baldassarre, Biasi si Ăš palesato sorridente e festante. Ma dietro le fotografie di rito resta un dato politico impossibile da nascondere: la Baldassarre ha sĂŹ vinto le elezioni, ma i due nomi storicamente piĂč vicini alla Lega, Bonavia e Bertaina, sono rimasti clamorosamente fuori dal consiglio comunale dopo un risultato elettorale modesto.

Tradotto: tutti raccolgono qualcosa, tranne la Lega.

Claudio Scajola e Forza Italia, infatti, possono sorridere per l’elezione di un sindaco civico di area chiaramente moderata. La sinistra, pur in un quadro complesso, riesce comunque a portare a casa i propri rappresentanti anche grazie al lavoro politico del vicesindaco di Vallecrosia al Mare Cristian Quesada – oltre che del segretario provinciale del PD Pietro Mannoni – tra i protagonisti dell’asse che contribuĂŹ a chiudere l’esperienza amministrativa di Biasi.

Perfino Fratelli d’Italia, pur reduce dalla sconfitta di Massimiliano Iacobucci (candidato sindaco con la lista “Per Bordighera”), riesce comunque a mantenere una propria presenza politica.

Gli unici a rimanere completamente a bocca asciutta sono la Lega e il suo neo commissario provinciale.