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Tra le novità della 37esima edizione del Concorso Rovere d’Oro c’è la realizzazione di un video audiovisivo che racconterà il concorso internazionale e, allo stesso tempo, valorizzerà il territorio di San Bartolomeo al Mare.

Ai nostri microfoni la presidente dell’Associazione Rovere d’Oro, Elvira Arimondo, che spiega come l’obiettivo sia quello di trasmettere le emozioni che ogni anno accompagnano la manifestazione. “Abbiamo pensato che dovesse essere qualcosa di più di una semplice registrazione. Volevamo raccontare e trasmettere in tutto il mondo le emozioni che viviamo durante la settimana del Rovere“, ha affermato.

Rovere d’Oro 2026: un video che racconta il concorso e San Bartolomeo al Mare

Per questo l’associazione ha coinvolto il regista Giuseppe Scali, presidente della casa discografica Ema Vinci, che seguirà il festival per tutta la sua durata. Il lavoro finale avrà una durata di circa 20-30 minuti, ma le riprese interesseranno oltre 25 ore di attività, documentando ogni momento della manifestazione. Le telecamere seguiranno i giovani musicisti fin dal loro arrivo a San Bartolomeo al Mare: dalle prove alle audizioni, fino alle esibizioni serali e alla finale, raccontando l’attesa, le emozioni e il percorso dei concorrenti verso il palco del Rovere d’Oro.

Accanto alla narrazione del concorso, ampio spazio sarà dedicato anche al territorio. Le immagini mostreranno le colline che circondano il paese, il litorale, la spiaggia e piazza della Rovere, cuore della manifestazione, grazie anche alle riprese aeree realizzate con un drone. “Lo considero una sorta di biglietto da visita digitale”, ha commenta Arimondo, sottolineando come il progetto rappresenti un nuovo strumento di promozione del festival e della località.

Sulla stessa linea il sindaco Filippo Scola, che evidenzia il valore dell’iniziativa: “Un’altra grande novità sarà rappresentata dalle riprese aeree realizzate con un drone, che contribuiranno a valorizzare e far conoscere il nome di San Bartolomeo al Mare nel resto del mondo“.

Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Arimondo e Scola.