Caldo primaverile, bar e ristoranti aperti, funziona il ritorno al 'giallo' nella Riviera dei Fiori...

È stata una sorpresa, piacevole ma sempre sorpresa è. La decisione di colorare di giallo la Liguria è arrivata solo venerdì tardo pomeriggio e non tutti i ristoranti hanno fatto in tempo ad attrezzarsi per tornare ad accogliere e servire clienti almeno per il servizio di mezzogiorno. Ma chi è riuscito ad aprire, complice una giornata davvero primaverile, ha riempito il dehor facendo anche due turni di servizio, con gli ultimi avventori che si sono alzati che stava per arrivare l’ora del tè.

“Ci aspettavamo un certo afflusso considerato che erano già diverse settimane che non potevamo svolgere il servizio ai tavoli – dice Franco Ventimiglia di Tipico a Sanremo in Piazza sardi – ma non a questi livelli. La gente ha anche aspettato parecchio per avere un tavolo e per noi è andata decisamente bene”.

“Lavoriamo molto con i clienti di Sanremo – spiega – ma inaspettatamente abbiamo anche servito quattro o cinque tavoli di francesi ma penso fossero monegaschi. Nessun piemontese, lombardo o in genere i proprietari di seconde case che mi sembra si siano comportati meglio rispetto al primo lockdown”.

Natale e Capodanno? Non si sa nulla. Personalmente io ho l’abitudine di chiudere a Natale per trascorrerlo in famiglia, Capodanno boh, faremo il primo turno e poi a casa a brindare oppure lo anticipiamo di un paio d’ore – sorride Ventimiglia – ma alla fine vedremo di studiarci qualcosa in attesa delle decisioni del Governo”.

Chi invece non ha riaperto ieri ma cerca di ripartire da oggi è Marco Cassini di Ipazia in via Corradi.

“Non è che possiamo avere tante aspettative dall’immediato futuro – dice – la speranza è che la gente si senta sicura e abbia di nuovo voglia di uscire e socializzare. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per mettere in sicurezza il locale e adesso ci aspettiamo il ritorno della clientela”.

“Ho una base di clienti locali e con loro sono andato avanti con un po’ di delivery e di take-away sia per i privati che per qualche ufficio aperto ma certo non è la stessa cosa come accogliere i clienti nel proprio locale. La mia è una conduzione molto famigliare, faccio quasi tutto da solo ma ho un locale piccolo che in piena capienza consente 22/23 coperti, adesso sono al massimo 14 o 15. Certo è penalizzante ma ho preferito mettere tutto a norma per far sentire al sicuro chi ci viene a trovare”.

“A Natale io non ho mai aperto – spiega Marco – per Capodanno cambia tutto. Spesso un solo gruppo mi prenotava tutta la sala, sapendo che stavolta non sarebbe stato possibile avevo già deciso di tenere chiuso. Meglio usare un po’ di cautela per uscire prima possibile da questa situazione”.

“Ieri è stata proprio una bella giornata – sottolinea Giulia Bobone di Agorà Cafè in piazza San Siro – il sole è tornato un po’ a splendere su di noi. Tutti avevano voglia di sedersi al bar anche per un caffè, per un aperitivo, in certi momenti sembrava quasi di essere tornati alla normalità, speriamo sia la strada giusta”.

“Abbiamo la fortuna di avere un grande dehor e riusciamo a far rispettare le distanze. La gente ha voglia di uscire, di lavorare e siamo fortunati perché tutti ci appoggiano e ci aiutano a ricominciare. Ormai tutti spero abbiano capito che bisogna rispettare le regole e noi per fortuna non dobbiamo intervenire a fronte di comportamenti che sono migliorati molto”.

“Il Natale? Penso che trascorrerlo in casa con la famiglia o fuori al ristorante sia comunque una bella giornata. Sarà un po’ diverso ma non mancherà l’affetto delle persone care. E se Capodanno per una volta non sarà il solito spero che avremo tante altre possibilità in futuro per divertirci”.

Sempre grazie alla bellissima giornata di ieri, la pista ciclabile è stata letteralmente invasa da Ospedaletti a San Lorenzo al Mare. Chioschi, punti ristoro e affitta bici hanno goduto dei benefici affetti.

“Più che tornare alla normalità ieri si è visto che la gente ha tanta voglia di tornare a vivere e lavorare con continuità – dice Bruno Martino gestore del chiosco La Vesca sulla ciclabile – aprire tutto poi parzialmente o chiudere e poi riaprire, io questo non lo capisco. Lo Stato dovrebbe dirci ‘quest’anno non vi do niente ma voi non mi dovete dare niente’. Io non posso pagare le tasse se non mi permettono di lavorare e io che ho sempre pagato vorrei essere trattato di conseguenza”.

“L’Italia è fondata sul lavoro – ribadisce – e ieri abbiamo finalmente potuto lavorare. Tanta gente si ma è normale con una giornata come quella. Saremmo disposti a chiudere sino al 24 e poi aprire a Natale ed anche per il cenone di fine anno. Cosa mi serve aprire adesso se poi mi fanno chiudere per le feste?”