Mercoledì inizio giornata, Giovanni Toti: “Tra pochi giorni la Liguria tornerà tutta in ‘giallo’”.

Mercoledì fine giornata, Giovanni Toti: “La Liguria resta in bilico tra il ‘giallo’ e l’arancione”.

Giovedì: ????

Governo: ipotesi di lockdown generalizzato solo nei weekend sino a fine mese, o forse anche per tutti i giorni delle feste pasquali. Ipotesi appunto.

È sempre la solita musica, lo stesso ritornello della stessa canzone che potrebbe intitolarsi ‘Confusione’ o ‘Conferme & smentite’ oppure una soldatesca ‘Dietrofront’. C’è poco da scherzare anche se chi ci guida in questo labirinto conta evidentemente molto sullo sfinimento dei cittadini la cui resistenza/resilienza sta arrivando ai minimi termini.

Bene hanno fatto alcuni direttori di altre testate giornalistiche a dedicare una parte importante del lavoro quotidiano a rispondere alle domande (faq) dei lettori, sballottati tra annunci di aperture seguiti da annunci di chiusure, tra mezza dozzina di tipi diversi di vaccini buoni per gli over 70, under 50, neonati, studenti, medici in pensione, vaccini consigliati e poi ritirati, effetti collaterali e reggimenti di no vax. Per non parlare dei tamponi: molecolari lenti, antigenici rapidi e sierologici medi, a volte gratuiti, spesso a pagamento con una forbice che va da 25 a 80 euro. Perché?

Regna la confusione, nessuno si sarebbe aspettato che dopo un anno questo coronavirus avrebbe anche intaccato la lucidità delle menti di chi è chiamato al duro compito di portarci fuori dal tunnel. Tutti eravamo consapevoli che ci sarebbe voluto del tempo, almeno un paio di anni per avviare la vaccinazione di massa ma eravamo sicuri che dopo un breve periodo di smarrimento ci sarebbero arrivate indicazioni chiare da seguire.

Invece è successo l’esatto contrario: i vaccini sono arrivati dopo dieci mesi, la chiarezza e il controllo della situazione di chi ci comanda restano una chimera. Non ci consola affatto che anche in altre nazioni stia accadendo la stessa cosa, la speranza è che il popolo non dimentichi quello che è costretto a sopportare non solo per la pandemia ma anche per gli svarioni e la poca sensibilità elargita a piene mani da chi decide di aprire e subito dopo chiudere bar, ristoranti, cinema, teatri, casinò eccetera.

Vorremmo i dati giornalieri non solo dei positivi e ricoverati e deceduti causa virus ma anche quelli delle vittime, non ancora tutte decedute per fortuna, di chiusure, restrizioni, divieti, imposizioni da Dpcm o Ordinanze regionali.

E gli abitanti dei super-penalizzati distretti 1 ventimigliese e 2 sanremese, popolo di infetti ma così infetti da dover stare chiusi proprio mentre c’è il Festival, mentre da Imperia a Sarzana brillava il ‘giallo’, adesso perché non chiedono lo stesso trattamento, a parti inverse, con l’aumento dei contagi a Genova, e anche a La Spezia? La Regione Liguria dimostri la sua imparzialità, castigando con l’arancione la sua capitale e restituendo il ‘giallo’ a tutto il Ponente.

Articolo precedenteTonino Bissolotti e il Festival: “La Rai ‘sopporta’ Sanremo, il risarcimento alla città deve entrare in Convenzione e le serate devono durare di meno”
Articolo successivoCovid, lotto di vaccini AstraZeneca ritirato: il dottor Marco Mela di Asl1 fa chiarezza