donzella - biancheri - pavone

Una volta c’era il banditore, un omino che con il tamburo o la tromba per le strade dei comuni camminava urlando “attenzione, attenzione” e sciorinava le notizie e gli avvenimenti del momento. Non c’erano amplificatori, registratori, social. Non parliamo di Adamo ed Eva, ma di decenni fa, molti se lo ricordano, ad altri lo hanno raccontato i nonni. 

Da Sanremo arriva questo messaggio “attenzione, attenzione” il sindaco Alberto Biancheri, dopo le elezioni nazionali non potendosi più presentare candidato alle comunali nel 2024 “avrebbe” (il condizionale è d’obbligo) sciolto ogni dubbio e scelto cosa fare e con chi stare nell’immediato presente e futuro politico amministrativo: “Azione-Italia Viva”, il partito di Calenda e Renzi.

A dire la verità di Alberto si sussurrava da settimane e mesi, di suoi incontri e cene più o meno segreti, in ristoranti e a casa sua. Aficionado addirittura, sulla scia delle qualità familiari internazionali di ibridatori eccelsi, parlando amichevolmente ed in tono semiserio del sindaco Biancheri dicevano che stesse lavorando alla creazione di un nuovo fiore, dal colore ancora incerto, strepitoso, ma dal nome lungo e difficile da pronunciare: il “Ranuncolo Calendianus“. Vero, falso? Di solito dove c’è fumo c’è anche un po’ di arrosto. Certamente conoscendo la serietà dei soggetti Alberto dovrà inventarsi, per non far torto a nessuno, presto un nuovo fiore anche per Renzi. Non è un mistero che Sanremo piaccia anche ai genitori di Matteo. 

A muovere le acque una notizia che i bookmaker rivieraschi danno 9 a 1: il potentissimo assessore ai lavori pubblici della città dei fiori, Massimo Donzella e la consigliera Alessandra Pavone, entrambi eletti con la bandiera del Pd, sarebbero o starebbero passando, armi e bagagli, nel partito-calamita dei “2”: Calenda-Renzi. Sarebbero, si dice, gli apri pista di Alberto Biancheri. A dare una qualche certezza a questo tourbillon di voci, verità, fantasie c’è il nervosismo, anche su altri fronti, del segretario di Sanremo del Pd, Maurizio Caridi, che se la prende con il vescovo Antonio Suetta sulla vittoria del centro-destra e della Meloni, e del segretario provinciale di Imperia sempre del Pd Christian Quesada, che non si capacita della sconfitta e della traballante maggioranza di centrosinistra del Comune di Sanremo.

Insomma come dicevano i nostri antichi anche stavolta “ce n’è per l’asino e per chi lo mena”.