Mani che si stringono e ricordi che tornano a vivere. Questa mattina la Caserma Camandone di Diano Castello è stata il punto di ritrovo di ex militari che hanno partecipato al raduno, tornato dopo quindici anni dall’ultima rimpatriata.
Promotore dell’iniziativa è stato Franco Uffredi, che ha voluto riunire i vecchi commilitoni in quello che per molti rappresenta un luogo simbolo. Un’occasione per ritrovare amici persi di vista nel tempo, condividere aneddoti e riscoprire gli spazi che hanno segnato un periodo importante della vita di intere generazioni. L’iniziativa ha ricevuto il sostegno dell’amministrazione comunale. Il Comune si è infatti attivato per avviare le necessarie attività organizzative, riconoscendo il profondo valore umano e commemorativo del raduno.
Presente alla mattinata anche il sindaco di Diano Castello, Romano Damonte, che proprio alla Camandone svolse il servizio militare. “Questo raduno è nato attraverso un tam tam sulle pagine Facebook dei vecchi militari della caserma Camandone – ha spiegato ai nostri microfoni-. Io, ovviamente, in veste di ex militare ed ex commilitone, aderisco con piacere a questa giornata. Mi fa piacere anche come sindaco perché portiamo all’attenzione della popolazione questa bella struttura, della quale ci stiamo interessando attivamente per renderla un giorno fruibile per molte altre occasioni“.
Damonte ha sottolineato l’importanza del ritrovo anche per il valore sociale dell’iniziativa: “Ci ritroviamo tante vecchie facce, tanti vecchi amici e proviamo a ridare vita a questo spazio, che è uno spazio veramente importante. Grazie a tutti quelli che si sono prodigati per questo raduno. La struttura della caserma un giorno sarà in una veste diversa e più utile a tutto il territorio“.
Il raduno
La mattinata si è svolta in modo semplice e informale, con un alzabandiera, la partecipazione di due trombettisti e la possibilità solo per alcuni presenti di riavvicinarsi agli spazi della struttura, almeno nella parte accessibile.
Il primo cittadino ha anche ricordato il suo periodo trascorso in caserma. “Ero all’ufficio posta e ho passato un bell’anno. Forse il ricordo più particolare è la settimana trascorsa alla polveriera di Pietrabruna: era una novità e probabilmente è stato il periodo più bello del servizio. Essendo consigliere comunale avevo diritto all’avvicinamento e ho potuto svolgere il militare qui a Diano Castello“.
Ex Caserma Camandone
La Camandone rappresenta una pagina importante della storia militare del territorio. Intitolata a Bruno Camandone, medaglia d’oro al valor militare caduto a Cerkowo il 24 dicembre 1942 durante la campagna di Russia, la struttura ha ospitato per decenni reparti dell’Esercito italiano. Nel 1999 venne sciolto il 26esimo Reggimento Fanteria Bergamo, ultimo reparto ad ammainare la bandiera nella caserma.
Estesa su circa dieci ettari e composta da 31 edifici, la struttura è tornata al centro del dibattito pubblico negli ultimi anni quando era stata indicata tra le possibili sedi di un Centro di Permanenza per i Rimpatri in Liguria. Un’ipotesi contrastata dai sindaci del Golfo Dianese.
Così i Comuni di Diano Castello, Diano Marina, Diano Arentino, Diano San Pietro, San Bartolomeo al Mare, Cervo e Villa Faraldi hanno avviato un progetto di rinaturalizzazione dell’area. L’obiettivo è trasformare l’ex compendio militare in un polo di sviluppo socio-economico e in un grande spazio verde pubblico a disposizione dei cittadini. Il progetto, candidato al Fondo regionale per il contrasto al consumo di suolo, prevede un investimento complessivo di 1,4 milioni di euro.
Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Damonte e le immagini dell’evento.







