Quasi dieci anni fa fondai questo giornale. Qualcuno disse che ero matto; qualcun altro, più gentile, disse che ero coraggioso. Io dissi che, alla mia età, la follia superava di molto il coraggio, ma è anche vero che le due cose molto spesso coincidono.
Era gennaio del 2017. Intorno a me vedevo un’informazione che stava già galoppando verso quel precipizio che oggi conosciamo bene, fatto di notizie date a metà, purché date prima, di titoli urlati, pur di racimolare qualche clic in più. Insomma, una rincorsa affannosa all’essere primi, anche quando essere primi significa spesso essere superficiali.
Con il nostro giornale scegliemmo di fare il contrario. Scegliemmo il tempo e, non a caso, il nostro nome contiene “Time“. Il tempo di approfondire, di capire, di raccontare bene. E scegliemmo anche i video, quando i video erano ancora una scommessa. Ma venivo dal mondo televisivo e sapevo che l’immagine, se non è sciatta, racconta ciò che le parole non riescono a dire.
Oggi Riviera Time conta oltre 18.000 video pubblicati. Un amico, con una generosità che gli perdonerete, mi ha detto che siamo un po’ “la Netflix della Riviera“. Ho sorriso, ma mi ha fatto piacere. Per me, ma soprattutto per coloro che hanno lavorato in questi dieci anni a produrre tutti quei contenuti e a rendere così unica e particolare Riviera Time. Un archivio che rappresenta, a mio avviso e non solo, un vero servizio pubblico che abbiamo fatto e continuiamo a fare per questo territorio.
Tutto questo non sarebbe stato possibile se accanto a me non ci fosse stato, sin dal primo giorno, mio figlio Nicolas, che negli anni ha aumentato la propria presenza e il proprio impegno nel giornale e oggi rappresenta una delle fondamenta di questa attività, che con lui avrà sicuramente un futuro ancora più radioso.
Per tutti questi motivi, in vista del decennale, abbiamo deciso di riproporre sui nostri canali social, in una veste rinnovata, i filmati più amati di questi dieci anni. E lo faremo nei prossimi mesi con una nuova grafica del sito, più capace di restituire la ricchezza dei nostri contenuti, con cataloghi tematici che permetteranno ai nostri utenti di navigare liberamente tra gli argomenti che più li appassionano.
Perché questo, alla fine, è ciò che un giornale locale dovrebbe essere. Non uno specchio deformante che ingrandisce tutto ciò che non funziona e riduce in polvere il resto, né un megafono per chi urla più forte. Ma una voce, possibilmente onesta, che racconta un luogo alle persone che lo abitano e a coloro che lo scoprono. Senza farci problemi a sottolineare, quando è necessario, le mancanze. Ma sempre con lo spirito di chi dà un consiglio a qualcuno a cui tiene, mai per il sensazionalismo e la polemica gratuita. Non ci appartengono.
Che questa scelta sia stata giusta, lo dicono le persone che ci seguono con affetto e i partner che da anni ci accordano la loro fiducia. E lo dimostra anche il fatto che non siano mancati negli anni tentativi di scimmiottamento, sulla cui riuscita rimandiamo il giudizio al pubblico.
A voi, lettori e spettatori, chiedo dunque di continuare a seguirci, con ancora maggiore attenzione, se possibile. Vi aspettano tanti contenuti interessanti da scoprire e riscoprire, in attesa di festeggiare i nostri primi 10 anni insieme.





