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Oggi le nostre telecamere sono a Ventimiglia, accompagnate da Don Ferruccio Bortolotto che ci fa da guida in una delle più belle chiese della città di confine.

Siamo a Sant’Agostino, edificio le cui origini risalgono alla prima metà del XIV secolo ma la cui edificazione vera e propria avvenne solamente nel corso del 1487 quando il vescovo di Ventimiglia concesse il terreno su cui già sorgeva la trecentesca cappella di San Simeone.

Tra il 1656 e il 1661 l’innalzamento dell’ala occidentale del convento permise la collocazione della biblioteca di padre Angelico Aprosio.

Oggi in gran parte ricostruita a causa dei danni ingenti avuti sia nel terremoto famoso del 1887 sia durate i conflitti, la chiesa è considerata un’oasi di spiritualità per la sua posizione nel cuore del commercio cittadino a cui contrappone la serenità e la semplicità delle sue stanze.

“Credo che la missione di questa parrocchia sia scritta dentro le sue pietre – conclude Don Ferruccio – ha sempre avuto un doppio ruolo culturale e di evangelizzazione e sollievo”.

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