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“La vendemmia è andata molto bene”, esordisce ai nostri microfoni Giacomo Ferrari, dell’Associazione Produttori Moscatello di Taggia

Ci troviamo sulle colline alle spalle di Terzorio, nel Ponente ligure, dove da pochi giorni è terminata la raccolta dell’uva. 

“Quest’anno abbiamo avuto un luglio ottimo poiché il clima era perfetto per la maturazione, per la crescita dell’uva. Gli ultimi giorni di agosto ci hanno messo un pochino in apprensione per quanto riguarda la questione idrica però siamo riusciti a fare un paio di irrigazioni di soccorso, abbiamo evitato che le viti andassero in stress e siamo riusciti a governare in maniera ottimale la maturazione”, ci spiega Ferrari. 

Una viticoltura ‘eroica’

Un lavoro ‘eroico’ viste le difficoltà di un’attività prettamente manuale, portata avanti con grande passione in zone difficilmente raggiungibili dai mezzi di trasporto su terrazzamenti chiamati, appunto, ‘eroici’. Qui, in pochi minuti, si passa da 0 a 300 metri sul livello del mare e si raggiungono le vigne del Moscatello, un vino aromatico della grande famiglia dei Moscati. Ed è proprio l’ampio spettro di aromi a caratterizzare questo vino e a renderlo così pregiato.

“Sono terreni terrazzati, immersi nella macchia mediterranea, questo fa aumentare la qualità del prodotto. Al tempo stesso abbiamo la grande fortuna di essere affacciati sul mare che permette di avere venti costanti di brezza marina e di collina la sera”, prosegue.

Qualità e non quantità

“Il Moscatello di Taggia è un prodotto unico al mondo la cui qualità è ricercata accuratamente”, afferma.

Qualità e non quantità, date le caratteristiche geografiche della nostra regione. L’Associazione Produttori Moscatello di Taggia si è impegnata per dare nuova vita a un vino pregiato di cui si era persa memoria. 

Problema cinghiali e crisi idrica

“Quest’anno è il primo anno che i cinghiali sono rimasti fuori dai vigneti perché l’anno scorso abbiamo fatto un grande sforzo, siamo riusciti a recintare tutti gli appezzamenti che abbiamo”, dichiara Ferrari ricordando i danni nell’annata 2020

“Per quanto riguarda l’acqua non abbiamo avuto problemi di rifornimento. Mi rendo conto che in altre zone invece la problematica è diversa. Quest’anno in qualche qualche posto ho avuto notizie che non sono riusciti proprio a irrigare, quindi il problema c’è e comunque in qualche modo bisogna metterci mano”, conclude.

L’intervista completa a Giacomo Ferrari nel video-servizio a inizio articolo.