[beevideoplayersingle adstype=”video-ads” videourl=”https://vimeo.com/220123180″ videoadsurl=”https://vimeo.com/224092271″ adsurl=”https://www.sialpieve.com/”]Oggi è il tax freedom day, il giorno della liberazione fiscale. Da oggi, infatti, smettiamo di lavorare per pagare le tasse e iniziamo a lavorare per noi stessi. A dirlo è una ricerca dell’Ufficio Studi della Cgia che anche quest’anno ha calcolato i giorni necessari (ben 153) per scrollarci di dosso la morsa del fisco. 38 in più rispetto a quanti ne servissero nel 1980.

Si tratta di un puro esercizio teorico, basato su un dato medio, ma permette di avere consapevolezza di un fenomeno ormai acclarato: la pressione fiscale in Italia è troppo elevata. La Cgia ricorda come essa sfiori il “50 per cento, un carico che non ha eguali in Europa”.

Lo studio riconosce negli ultimi anni una seppur lieve inversione di tendenza. La pressione fiscale è infatti leggermente calata, grazie in particolare ad alcuni provvedimenti assunti dal governo Renzi. Tuttavia, – sottolinea la Cgia – “la stragrande maggioranza dei benefici non ha interessato il popolo delle partite Iva”. “L’insensibilità della classe politica di questo Paese – si legge ancora – ha prevalso sugli interessi dei piccoli produttori”.

Ma quale il rapporto tra i cittadini del Ponente ligure e le tasse? Ne abbiamo parlato con il noto commercialista Diego Frascarelli.

Articolo precedenteAntonio Caprarica a Imperia, tra Londra e Brexit
Articolo successivo#RoadtoCardiff, il pronostico dell’allenatore: “Juve favorita, peccato manchi Sturaro”