Cani e gatti tartassati dal fisco. A dirlo la LAV, che ha lanciato nelle piazze italiane la raccolta firma per “Un fisco non più nemico dei quattrozampe”. L’associazione animalista punta il dito, in particolare, contro l’IVA al 22% su tutte le scatolette e crocchette, le detrazioni fiscali delle spese veterinarie molto limitate e l’elevato costo dei farmaci veterinari che – sottolineano – è in media cinque volte maggiore rispetto al farmaco umano con lo stesso principio attivo”.

“Vivere con un animale domestico non deve più essere considerato un lusso”, spiega la LAV, che chiede una corposa riduzione del carico fiscale per le famiglie che hanno in casa animali domestici. Una questione che tocca tantissime persone, visto che – secondo l’indagine Eurispes 2018 – il 32,4% degli italiani vive con almeno un animale domestico. Tuttavia, rimarca l’associazione, “la percentuale è in diminuzione di oltre il 10% rispetto al 2016”. Questo perché “il costo della vita per le famiglie rende sempre più difficile anche accudire un animale”.

Tre le richieste principali avanzate dalla LAV nella sua petizione:  1) la cancellazione dell’aliquota Iva sulle prestazioni veterinarie per animali adottati e la riduzione di quella su prestazioni veterinarie e cibo per animali non tenuti a scopo di lucro; 2) l’abbattimento dei costi sproporzionati dei farmaci veterinari, con il riconoscimento del farmaco generico anche in veterinaria e dell’uso del farmaco-equivalente; 3) l’aumento della quota di detrazione fiscale delle spese veterinarie  dei farmaci veterinari dalla dichiarazione dei redditi, rendendola totale per chi adotta un cane o un gatto.

Abbiamo parlato di questi temi con Cristina Campanaro, responsabile LAV Sanremo e Imperia, presente alla raccolta firme organizzata nella città dei fiori.